Venezuela, Guaidò apre ad un intervento militare: "Faremo tutto il possibile"

LETTERA Venezuela: Maduro, Guaidò e il no di Salvini-Di Maio

LETTERA Venezuela: Maduro, Guaidò e il no di Salvini-Di Maio

L'Italia assuma con senso di responsabilità e chiarezza, una linea condivisa con tutti gli alleati e i partner europei.

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha detto l'8 febbraio che gli aiuti umanitari provenienti dagli Stati Uniti e che vengono immagazzinati a Cucuta, città di frontiera colombiana, destinati al suo paese, dovrebbero essere distribuiti ai colombiani poveri, poiché i venezuelani non sono "mendicanti". Quale sia, però, il fondamento delle pretese dei due contendenti, dalla lettura dei giornali e dalle dichiarazioni dei politici, non è affatto chiaro. Nell'appello, infine, si legge: "L'uscita alla profonda crisi che vive la societa' venezuelana deve essere pacifica, costituzionale e restituire sovranita' al popolo venezuelano". Da Palazzo Chigi si apprende che la richiesta di incontro è quella ufficiale giunta tramite la lettera inviata da Guaido' mercoledì scorso.

Intervistato da Russia Today, Nicolas Maduro ha ribadito il suo no alle elezioni anticipate, come richiesto invece da molti Paesi europei, e ha ricordato l'unico voto all'orizzonte è quello delle parlamentari del 2020 (Rainews). In precedenza, era stato Maduro a richiedere la mediazione del Pontefice. Poi, ha proseguito il vicepresidente del consiglio: "Non riconosciamo nemmeno Maduro".

Nel documento del gruppo, creato per iniziativa della Ue, si parla anche dell'invio di una missione tecnica per "i contatti necessari con gli attori venezuelani rilevanti" al fine di creare "le garanzie necessarie per un processo elettorale credibile" e "permettere l'arrivo urgente di assistenza" umanitaria.

"Non stiamo facendo una bella figura" sarebbe il commento del vicepremier Matteo Salvini sul caso.

Si è superato quel limite di vivibilità da molto tempo, quel limite che non andava nemmeno sfiorato, siamo profondamente vicini al popolo Venezuelano, ma non possiamo dirlo scriverlo soltanto. "Non dobbiamo schierarci né con Maduro né con Guaidò". La delegazione fa sapere che lo scopo della missione è parlare con tutti i partiti italiani per spiegare la situazione del Venezuela e far capire che dialogare non comporta un riconoscimento automatico di Guaido'. Spero in elezioni libere e democratiche il prima possibile.

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