Arrestato in Bolivia Cesare Battisti

La fuga poi l'arresto cosa rischia Battisti

La fuga poi l'arresto cosa rischia Battisti

Cesare Battisti è stato catturato a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia.

Battisti ora dovrà scontare l'ergastolo in Italia dove sarà subito estradato. Dai 15 supporti informatici è stata fatta una scrematura e sono stati individuati tre telefoni usati personalmente da Battisti.

Scappato in Francia e poi fuggito verso il Brasile, è stato graziato dalll'ex presidente Lula nel suo ultimo giorno di mandato.

Essendo già completate le procedure di fronte alla magistratura brasiliana, non dovrebbero esserci ulteriori passaggi in Brasile, né l'Italia deve compiere formalmente alcun atto perché l'intera procedura è stata già del tutto espletata e su Battisti gravano condanne definitive. Sui tempi di estradizione ha garantito che saranno "veloci, non ci dovrebbero essere intoppi".

Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma, dove dovrebbe atterrare lunedì nel pomeriggio.

Battisti era stato condannato a 12 anni in primo grado per banda armata, e poi in seguito all'ergastolo in contumacia per partecipazione a quattro omicidi. Se però la Bolivia chiedesse l'apertura di una richiesta formale di estradizione, i tempi potrebbero allungarsi. Ringrazio le forze dell'ordine italiane, brasiliane e boliviane, oltre ai servizi di sicurezza.

"Non è stato un regalo a me, ma a tutti gli italiani - ha aggiunto -". La persona estradata viene quindi imbarcata su un volo diretto sotto la vigilanza degli agenti Interpol.

"Per Battisti è già partito un aereo e sarà portato nel carcere più vicino allo scalo di atterraggio". Dopo che l'Stf aveva respinto un ricorso dell'Italia, Battisti era stato scarcerato nel giugno 2011, ottenendo in agosto il permesso di residenza permanente. L'ex terrorista era in Bolivia da diversi giorni. Ma nel 2004 il nuovo presidente francese Jacques Chirac decide di mettere fine alla 'dottrina Mitterand' e la giustizia francese dà il via libera alla sua estradizione, nonostante a difesa di Battisti si mobiliti la comunità intelletuale parigina.

"Trent'anni - aggiunge Piccirillo - sono il tetto sanzionatorio accettato dal Brasile e su cui c'è l'impegno". Con lui si schierano nomi della 'gauche' come la scrittrice Fred Vargas e il filosofo Bernard-Henri Levy e anche in Italia scatta un appello a sostegno dell'ex Pac di scrittori e registi, tra cui Tiziano Scarpa, Christian Raimo, Daniel Pennac, Vauro e Davide Ferrario.

Ma l'intesa con il Brasile che escludeva l'ergastolo, conclusa all'indomani della cattura di Battisti dopo una tentata fuga sempre in Bolivia, restava in piedi.

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