20 anni senza Fabrizio De André

tributo a fabrizio de andrè Eventi a Milano

tributo a fabrizio de andrè Eventi a Milano

Undici gennaio, un giorno che Genova non può dimenticare: venti anni fa, l'11 gennaio 1999, la Liguria perdeva uno dei più grandi cantautori e uno dei personaggi che hanno fatto la sua storia, Fabrizio De André.

Venerdì 11 gennaio, alle ore 18, presso la Mondadori di via Tuscolana, c'è Amico Faber, una serata tra racconti, musica e aneddoti, in occasione della presentazione dell'omonimo volume di Enzo Gentile, che raccoglie 130 testimonianze su Fabrizio De Andrè, che ripercorrono la sua vita e la sua carriera.

A neppure 59 anni De Andrè ci ha lasciato un'eredità artistica inestimabile, a partire da brani come La canzone di Marinella, ballata scritta da adolescente e portata al successo anni dopo da Mina, Il gorilla, tradotta da uno dei capolavori di Georges Brassens, Il pescatore, trasformata nel celebre concerto con la Pfm, La guerra di Piero, scippata a Liberovici e Italo Calvino e diventata inno antimilitarista e perfino sigla televisiva di documentari di guerra, e poi Bocca di rosa, dedicata a una prostituta realmente esistita (tale Liliana Tassio, morta nel 2010 a 88 anni a Sampierdarena) che lo faceva non per soldi ma "per passione".

Cristiano De André, unico vero erede del patrimonio musicale deandreiano, ha attinto dall'immenso repertorio di Fabrizio rileggendo il disco del 1973 sempre più attuale, un concept album sugli anni di piombo e sulla speranza di costruire un mondo migliore. Nel momento in cui si ricordano i vent'anni dalla morte, viene da pensare al valore quasi evangelico dei testi di un autore non credente, ma che aveva rielaborato i vangeli apocrifi ("La buona novella") e che per tutta la vita si è occupato di chi "viaggia in direzione ostinata e contraria". Resta la grande lezione di un canzoniere che è un simbolo di attenzione per chi di solito attenzione non ha, gli ultimi della società. Addirittura, il cantautore stava pensando di riprendere gli studi per diventare avvocato, ma non calcolò che c'era un'artista che non voleva che si stoppasse il suo percorso da musicista. Ogni forma, ogni termine saranno sempre inadeguati a restituirti l'intensità integra del ricordo. "La preghiera, l'invocazione, si chiama "smisurata" proprio perché fuori misura e quindi probabilmente non sarà ascoltata da nessuno, ma noi ci proviamo lo stesso". E poi? Perché vivere solo di ricordi quando possiamo ancora tutti, insieme a Fabrizio, vivere l'oggi strizzando l'occhio al futuro? Sabato 12 gennaio Cordini sarà a Buccinasco per condividere i suoi con parole e musica. Compito di un'istituzione culturale non è infatti cristallizzare una memoria ma di essere tramite, perpetuatore, attualizzatore.

L'evento più atteso è senz'altro l'incontro a Palazzo Ducale di Genova.

Alle 14.30, prima dell'avvio dell'incontro pubblico, è previsto un tributo a de André del Coro dei "Quattro Canti", diretto da Gianni Martini.

Un estratto del video della mostra verrà trasmesso, già in questi giorni, nella Sala della Trasparenza di Regione Liguria, come richiamo e avvicinamento all'evento.

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