Saldi 2019 al via: le 5 regole d'oro per uno shopping sicuro

Al via i saldi invernali. In Sardegna partiranno sabato 5 gennaio

Al via i saldi invernali. In Sardegna partiranno sabato 5 gennaio

PROVA DEI CAPI - Non c'è obbligo. E' Confcommercio a illustrare i 5 "principi di base" per affrontare uno dei periodi che gli amanti dello shopping e non solo attendono di più dopo le festività natalizie: i saldi. In tutte le altre regioni, le occasioni di fine stagione scatteranno sabato 5 gennaio (con Milano che ringrazia perché qui la moda scontata porta anche turismo), ma nelle boutique, un po' ovunque, sono già iniziati gli sconti alla cassa. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante. I negozianti sono obbligati a sostituire eventuali articoli difettosi, anche se viene dichiarato che i capi in saldo non si possono cambiare.

Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio Forlì, a livello locale, ogni famiglia, in occasione dei saldi invernali 2019, spenderà circa 315 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento, calzature ed accessori, quindi sostanzialmente in linea con le stime fatte a livello Nazionale. Rinsaldare le relazioni con i clienti all'insegna della trasparenza del rapporto prezzo/qualità e della fiducia, con professionalità e servizio offerti nei negozi di prossimità. Per questo cresce, nel mondo della piccola impresa del settore moda, la voglia di modificare, anche, in modo radicale tutto il tema delle vendite straordinarie. "Sul web gli sconti sono liberi e ci sono tutto l'anno - continua Rienzi - per cui oggi i saldi di fine stagione appaiono inutili e obsoleti e andrebbero eliminati del tutto". "Bene dunque l'aver sterilizzato per questo 2019 l'incremento di 2,2 punti percentuali dell'Iva che sarebbe schizzata dal 1° gennaio al 24,2%, ma occorre molto di più per rilanciare la nostra economia a partire dall'eliminazione delle clausole di salvaguardia che invece sono incrementate per valore, la riduzione del costo del lavoro e la previsione di una web tax per i colossi del web, vista la difficoltà di avere un'univoca norma comunitaria".

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