Turiste violentate e uccise in Marocco: arrestato un cittadino svizzero

Fiori e messaggi per le due turiste scandinave uccise da terroristi in Marocco

Fiori e messaggi per le due turiste scandinave uccise da terroristi in Marocco

Un cittadino svizzero residente in Marocco è stato arrestato oggi a Marrakech per il suo presunto legame con alcuni sospettati del recente assassinio di due giovani escursioniste scandinave nel sud del Paese. Lo hanno reso noto i servizi di sicurezza marocchini.

In Marocco l'uomo è "sospettato di aver insegnato ad alcune delle persone coinvolte nella vicenda gli strumenti di comunicazione derivanti dalle nuove tecnologie e di averle addestrate a sparare", precisava l'Ufficio centrale marocchino per le investigazioni giudiziarie (Bureau central d'investigation judiciaire, BCIJ) al momento dell'arresto.

È quanto indica la portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), Anne-Florence Débois, interpellata dall'agenzia Keystone-ATS.

Secondo le informazioni rilasciate dagli inquirenti l'arrestato, di cui non è stata resa nota l'identità, possiede anche la cittadinanza spagnola, ed è stato definito come "intriso di ideologia estremista".

Le vittime del brutale omicidio, Louisa Vesterager Jespersen, 24enne danese, e Maren Ueland, 28enne norvegese, erano state stuprate e decapitate lo scorso 16 dicembre.

I loro corpi sono stati ritrovati poco prima di Natale da altri turisti e la pista terroristica [VIDEO] non è emersa immediatamente, ma solo grazie ad un video che è stato diffuso via web e che ritrae la loro decapitazione. Rispetto ai paesi vicini, il Marocco era stato negli ultimi anni relativamente al sicuro da attacchi di matrice jihadista, con l'eccezione di un attentato che ha colpito nell'aprile del 2011 un ristorante di Marrakech provocando la morte di 17 persone. Per l'uccisione, la procura di Rabat aveva già arrestato 18 persone, tra cui quattro uomini ritenuti i principali responsabili dell'omicidio, accusati di aver ucciso le due giovani. I primi tra gli arrestati nei giorni scorsi compariranno davanti alla Corte d'Appello di Rabat il 31 dicembre.

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