Tav, perché l'Italia rischia di dover restituire i soldi all'Ue

Tav lo scavo del versante Francese a Saint Martin La Porte del tunnel Ferroviario Lione Torino

Tav lo scavo del versante Francese a Saint Martin La Porte del tunnel Ferroviario Lione Torino

La telenovela Tav si arricchisce di una nuova puntata. E l'Italia potrebbe rischiare di dover rimborsare i co-finanziamenti Ue già erogati per la realizzazione del tunnel Torino-Lione della Tav, nel caso che vi siano ritardi rispetto al calendario dei lavori previsto dall'accordo di sovvenzione. Lo ha ricordato un portavoce della Commissione Ue dopo le decisioni del ministro dei trasporti Toninelli di rinvio al 2019. A dirlo il portavoce della Commissione Europea per i Trasporti Enrico Brivio, durante il briefing con la stampa a Bruxelles precisando che "sono stati approvati 814 milioni di euro di cofinanziamento Connecting Europe Facility ( Cef ) per questa prima fase di lavori".

Prematuro, almeno per il momento, indicare cifre o ragionare sull'entità di possibili risarcimenti: "Al momento non può essere indicata una cifra, ma speriamo che questo non succeda - la precisazione del portavoce - perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante". Ma il conto potrebbe salire ulteriormente e avvicinarsi a 1,2 miliardi, se si tiene conto delle risorse nel bilancio Ue ancora disponibili per la Tav fino al 2020 e che verrebbero dunque riviste o cancellate. "Ora il progetto incorre in alcuni ritardi, compresi quelli relativi alla sospensione della procedura di appalto pubblico di recente annunciata dalle autorità italiane".

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli però nega che esista questa possibilità: "L'interlocuzione che in queste settimane ho svolto con il Governo francese e che attualmente è in corso con la Commissione europea ha lo scopo di portare avanti" la condivisione dell'analisi costi-benefici della ferrovia Tav Torino-Lione "senza compromettere la disponibilità del finanziamento europeo", ha spiegato il ministro penstastellato, rispondendo in Senato a un'interrogazione del Pd, che chiedeva appunto di conoscere i tempi di completamento dell'analisi costi-benefici "attesa fra ottobre e novembre e poi posticipata".

SOTTO I RIFLETTORI - La situazione è monitorata attentamente dalla Commissione e dall'Inea (Innovation and Networks Executive Agency), in contatto con le autorità italiane e francesi.

Ha anche sottolineato che "un altro problema è che l'Ue ha un livello di sussidi per la sua produzione che rende la negoziazione sfavorevole" per il Mercosur e che deve ancora essere discusso a livello tecnico.

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