Usa fanno arrestare la leader di Huawei

La direttrice finanziaria e figlia del fondatore di Huawei arrestata su richiesta Usa

La direttrice finanziaria e figlia del fondatore di Huawei arrestata su richiesta Usa

Huawei viene costantemente osteggiata perché la sicurezza statunitense ritiene che i dispositivi Huawei celino una backdoor attraverso la quale il governo cinese spia gli utenti.

Come tradizione delle élite cinesi utilizza il cognome della madre, Meng Jun, così come il fratello Meng Ping. Dopo l'abbandono degli studi aveva lavorato in banca per circa un anno, prima di passare all'azienda fondata dal padre, in un momento di intenso fervore nella sua città, simbolo del cambiamento apportato dalle riforme varate dall'allora leader, Deng Xiaoping. Quest'ultimo caso è sicuramente il più delicato, in quanto Huawei è in primissima linea, in tutto il mondo, per le infrastrutture dedicate alla rete mobile di quinta generazione.

Pacata la replica di Huawei, che in una nota ufficiale sottolinea che Meng "affronta accuse non specificate" e che all'azienda cinese siano state fornite "poche informazioni riguardanti le accuse".

L'arresto rischia di scatenare una crisi diplomatica fra Cina e Canada, ma anche fra Cina e Stati Uniti.

Tra Cina e Usa la tensione si alza di nuovo, dopo che hanno concordato una tregua di 90 giorni nella loro guerra commerciale per tentare di negoziare una soluzione alla disputa sui dazi. Meng è ora in attesa dell'udienza, prevista per la giornata di domani.

La parte che preoccupa di più i legali ed il governo cinese è quella che riguarda la richiesta di estradizione chiesta dagli USA al Canada. L'ambasciata cinese ha reagito rapidamente alla notizia dell'arresto chiedendo ufficialmente alle autorità canadesi di liberarla. Il ministero degli Esteri cinese ne ha chiesto l'immediato rilascio. Il mandato di arresto proviene però dagli Stati Uniti, che hanno ovviamente richiesto l'estradizione, secondo cui Huawei avrebbe violato l'embargo nei confronti dell'Iran. L'arresto della manager, accusata di aver violato le sanzioni americane all'Iran, colpisce duramente il "sentiment" delle borse asiatiche che in chiusura registrano una pesante flessione.

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