Catania, uccide figlio di tre mesi lanciandolo a terra: arrestata

Il padre della donna che ha ucciso il figlioletto È stato un incidente

Il padre della donna che ha ucciso il figlioletto È stato un incidente

Drammatica vicenda a Catania, dove una mamma di 26 anni ha ucciso il figlio di tre mesi scaraventandolo a terra.

La notizia dell'arresto della donna invece è stata resa nota solo il 3 dicembre 2018 dalla procura di Catania: il personale del commissariato Borgo Ognina ha eseguito nei confronti della donna un'ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip, su richiesta della procura, con l'accusa di omicidio aggravato. E' stata lei stessa, rivela il suo legale, a chiamare aiuto.

Lo scorso 14 novembre, il neonato è stato portato nel pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro, dove è stato intubato, e poi trasferito nella rianimazione della Neonatologia dell'ospedale Garibaldi-Nesima, dove è deceduto il giorno dopo il ricovero. Successivamente si accertava che la caduta non era stata accidentale. "Quando è rimasta incinta è andata a vivere con la nonna".

Avevo la "mente oscurata" e "non so spiegare cosa è successo", ma sicuramente "non volevo uccidere mio figlio, non ho mai pensato di ucciderlo" perché "io lo amavo", ha detto la donna nell'interrogatorio davanti al pubblico ministero che l'ha interrogata. "Si tratta di un incidente e non di un omicidio volontario" ha dichiarato infatti l'avvocato, sottolineando: "La signora ha tanto voluto questa gravidanza al punto che l'ha portata avanti da sola visto che il compagno non le è stato vicino", riavvicinandosi solo nelle ultime settimane. Per questo motivo, suo padre le aveva fissato degli incontri con specialisti, visite alle quali non si è presentata. Lo scrive il Gip di Catania, Giuseppina Montuori, nel provvedimento con cui ha disposto gli arresti in carcere per la donna. Nell'indagata, si legge ancora nella consulenza, è "presente uno stato depressivo espresso con inibizione psicomotoria, appiattimento emotivo e assenza di risonanza emotiva alla realtà circostante". Pertanto, "non può in nessun modo ritenersi corrispondente al vero neppure quanto dalla stessa riferito in ordine alla assenza di volontà omicida ai danni del neonato". Sono arrivati subito l'altra nonna, che ha 85 anni, e il padre.

Il piccolo era stato infatti scaraventato a terra con forza. Ed è per questo che, "sollecitata sui vissuti di madre", la 26enne ha fornito "risposte stereotipate senza alcuna coloritura affettiva" e "non manifesta disperazione per la perdita o per la colpa".

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