Dazi: Coldiretti, intesa Usa e Cina spinta da crisi soia

A Buenos Aires Trump e Xi siglano una tregua armata di 90 giorni sulle nuove tariffe per consentire negoziati commerciali

A Buenos Aires Trump e Xi siglano una tregua armata di 90 giorni sulle nuove tariffe per consentire negoziati commerciali

Per novanta giorni i due Paesi tenteranno un accordo (Reuters).

I paesi presenti hanno concordato "di rinnovare il nostro impegno per lavorare insieme al miglioramento di un ordine internazionale basato sulle regole". In cambio il leader cinese si è impegnato ad acquistare "immediatamente" dagli Stati Uniti - come sottolinea la Casa Bianca - prodotti agricoli, industriali e nel settore energetico, quelli di fatto colpiti dalle misure di rappresaglia messe in campo da Pechino, con l'obiettivo di ridurre quello squilibrio commerciale da sempre denunciato dal tycoon.

Xi Jinping ha indicato che la Cina e gli Usa devono farsi carico di pesanti responsabilità nella promozione della pace e della prosperità nel mondo. Presenti, per gli Usa, anche il consigliere alla Sicurezza, John Bolton, il capo dello staff di Trump, John Kelly, e lo Us Trade Representative, Robert Lighthizer. Almeno, ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza, gli Usa hanno accettato un "testo chiaro" sul multilateralismo e il commercio, cosa che è stata frutto di un "intenso lavoro" andato avanti fino all'alba odierna. Oltre a loro erano presenti il direttore dell'Ufficio Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, Ding Xuexiang, e il direttore della segretaria del Gruppo Guida sugli Affari Esteri, Yang Jiechi.

I due leader hanno raggiunto un accordo in merito alla tregua sui dazi, che durerà 90 giorni a partire dal 1° gennaio. Il simbolismo in vista della riunione di Xi è stato chiaro: l'amministrazione Trump ha cercato di trovare una causa comune con entrambe le nazioni nel contrastare l'egemonia regionale cinese. Nell'accordo raggiunto a Buenos Aires, c'è anche, in nuce, la risoluzione del nodo relativo al gigante statunitense dei semi-conduttori, Qualcomm. Washington ribadisce invece che ne resta fuori. Manca però ogni riferimento alla lotta al protezionismo. "Il risultato - precisa la Coldiretti - è stato l'accumulo di soia invenduta nei silos dei grandi produttori del Midwest, e il crollo delle quotazioni che ha messo in ginocchio gli agricoltori statunitensi nonostante la ricerca di nuovi acquirenti".

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