Brescia, Global Compact da sottoscrivere - Politica

La maggioranza divisa sul Global Compact

La maggioranza divisa sul Global Compact

Il premier cede quindi alle polemiche della destra, in particolare di Fratelli d'Italia, e soprattutto alle pressioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini che ha spiegato la linea del governo. Farà come la Svizzera, che ha fatto una scelta di democrazia e cambiamento: ha detto fermi tutti. Il governo italiano non andrà a Marrakech, non firmerà nulla. Insomma deve decidere il Parlamento e il governo si adeguerà. Lanciato dall'Onu nel settembre 2016, il Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration si pone l'obiettivo di definire una posizione comune dei paesi membri nei confronti del fenomeno dell'immigrazione. Perché firmare il Global Compact proprio ora, quando i sondaggi danno la Lega in ascesa proprio sull'ondata populista che sta travolgendo il Paese? Al contrario, il Global Compact "non creerà nessun obbligo giuridico per gli Stati", ma serve più a "trarre spunto per attuare le politiche nazionali" ed è lo strumento più forte "per difendere i nostri interessi nazionali". "Ma essendo un documento che ha valore politico - prosegue Conte - abbiamo convenuto che forse è giusto creare un passaggio parlamentare, in cui far condividere a tutti ciò che stiamo facendo".

Il punto di partenza del Global Compact è il principio, condiviso dai vari firmatari, che la questione delle migrazioni debba essere affrontata a livello globle tramita rete di collaborazione internazionale. "Da quello che leggiamo non sono pochi i grillini e gli esponenti di governo favorevoli alla sua sottoscrizione". Rispondendo a un'interrogazione parlamentare posta da Fratelli d'Italia, molto critico sul documento, il 21 novembre Moavero Milanesi aveva confermato l'appoggio del governo italiano, pur con qualche riserva: "ricordo che il presidente del Consiglio aveva espresso un orientamento favorevole, in ogni caso avremo un approfondimento in sede di Governo, prima di procedere alla conclusione eventuale dell'accordo", aveva detto Moavero Milanesi.

Il muro contro muro persiste, nonostante gli avvertimenti del presidente Mattarella e il vertice segreto dello scorso giovedì, in cui Conte e i due vice premier hanno promesso che nelle settimane successive avrebbero lavorato per una distensione dei rapporti tra Roma e Bruxelles. Poi ci sono obiettivi che riguardano la tutela degli individui nelle diverse fasi della migrazione con un pieno sostegno alle persone dal Paese d'origine al Paese d'arrivo. "Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all'esito di tale discussione". La leggenda degli "impegni sul Global Compact" da parte dell'Esecutivo è narrata anche dal capogruppo Dem alla Camera, l'ex Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: "Non abbiamo come presidente del Consiglio Salvini, vi do una notizia, ma abbiamo un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che all'Onu ha detto che firmeremo il Global compact, abbiamo un ministro degli Esteri che insieme al presidente del Consiglio ha detto pubblicamente alle Nazioni Unite che firmeremo il Global compact".

Se l'Italia dice "no", ecco invece la Germania dire "sì".

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