I muretti a secco "patrimonio dell'umanità"

Il Carso entra nell'Unesco, i muretti a secco dichiarati patrimonio dell'umanità

Il Carso entra nell'Unesco, i muretti a secco dichiarati patrimonio dell'umanità

L'Unesco ha inserito "L'Arte dei muretti a secco" nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità.

La candidatura è stata presentata dall'Italia insieme a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

"L'arte del 'dry stonewalling' - si legge nella motivazione dell'Unesco - riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull'altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra a secco".

L'Unesco, in particolare, ha tenuto in grande considerazione soprattutto il rapporto di armonia tra l'uomo e la natura. La costruzione viene trasmessa principalmente attraverso l'applicazione pratica adattata alle particolari condizioni di ogni luogo. I muri a secco, sottolinea ancora l'organizzazione, "svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l'erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l'agricoltura".

"Ancora una volta i valori dell'agricoltura sono riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli - commenta il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio - il nostro Paese si fonda sull'identità".

È che c'è gente come il paesologo (qualunque cosa significhi) Franco Arminio, citato da Caporale, secondo cui "in questo caso è la mano a vincere sulla macchina, è una prova d'orgoglio dell'arcaico, di ciò che si riteneva superato... la rivisitazione dei luoghi comuni, di una sfida vittoriosa con l'età dell'alluminio anodizzato, con le saracinesche di ferro e le insegne luminose".

In Puglia sono tanti i territori interessati, dalla Valle d'Itria al Salento. L'organismo dell'Onu ha deciso che è "patrimonio intangibile dell'umanità" l'arte di costruire i muretti a secco.

La loro origine è antichissima: già migliaia di anni fa infatti, gli agricoltori utilizzavano le pietre per delimitare i confini delle loro proprietà, poi con il passare dei secoli, la tecnica si è affinata ed è stata utilizzata per costruire anche delle piccole abitazioni, come i trulli pugliesi o i dammusi di Pantelleria. "Questi manufatti, diffusi per la maggior parte delle aree rurali e su terreni scoscesi, hanno modellato numerosi paesaggi, influenzando modalità di agricoltura e allevamento, con radici che affondano nelle prime comunità umane della preistoria. La stabilità delle strutture è assicurata dall'attenta selezione e posizionamento dei sassi".

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