Crisi nel Mar d’Azov, Russia e Ucraina sul piede di guerra

Scontri nel Mar Nero, altissima tensione tra Russia e Ucraina

Scontri nel Mar Nero, altissima tensione tra Russia e Ucraina

L'ex ambasciatore degli USA in Ucraina John Herbst ha proposto di vietare alla navi russe provenienti dai porti del Mar d'Azov di entrare nei porti dell'Europa e degli USA.

Il parlamento del paese gli ha concesso speciali poteri di emergenza in alcune aree del paese che considerava più vulnerabili agli attacchi e ha sospeso le elezioni per 30 giorni.

Nato, Stati Uniti e Unione europea avevano espresso preoccupazione già a settembre, quando convogli di mezzi militari russi erano stati spostati a sud di Rostov sul Don, nelle zone che si affacciano al Mar d'Azov, in una mobilitazione sospetta sebbene camuffata con spostamenti collegati alla grande esercitazione "Vostok 2018". Il servizio d'intelligence russo, l'Fsb, citato dalle agenzie di stampa di Mosca, ha accusato la marina ucraina di aver violato le acque territoriali russe in una "provocazione" contro la Russia. Le forze armate russe hanno confermato l'incidente di ieri, in cui sono stati sparati colpi di cannone, e anche il sequestro di tre navi ucraine da parte della Russia: si tratta di due unità militari cannoniere e un rimorchiatore.

Kiev, in particolare, ha denunciato che navi da guerra russe avrebbero fatto fuoco su due imbarcazioni della propria Marina, al culmine di un'escalation che si è consumata intorno allo stretto di Kerch, che divide la penisola contesa dal territorio continentale della Federazione Russa. L'annuncio arriva mentre il clima tra Mosca e Kiev è teso a causa dello scontro navale avvenuto domenica scorsa, quando tre navi ucraine tentavano di attraversare lo stretto di Kerch, tra il mar Nero e il mar d'Azov.

"Gli Stati Uniti e l'UE dovrebbero studiare attentamente le provocazioni del Cremlino nel Mar d'Azov e considerare una risposta adeguata". Di fatto però quello che succede da qualche tempo è che le navi mercantili che salpano da Mariupol vengano bloccate per "controlli" da ispettori russi.

Una legge approvata dal parlamento ucraino nel 2015 elenca tutto ciò che potrebbe entrare in vigore nei prossimi 30 giorni.

Questa strategia costringe gli operatori portuali ad abbandonare lo scalo di Mariupol. "La Nato sta monitorando da vicino gli sviluppi nel Mar di Azov e nello Stretto di Kerch, e siamo in contatto con le autorità ucraine, chiediamo moderazione e de-escalation", si legge nella dichiarazione.

Mercoledì dell'incidente ha parlato anche il presidente russo Vladimir Putin: "I militari russi nello stretto di Kerch stavano svolgendo il loro dovere militare, le loro funzioni in piena legalità per proteggere i confini della Russia".

Non si sono fatte attendere le reazioni della NATO.

Il presidente Donald Trump ha detto che stava lavorando con i leader dell'Ue per valutare la situazione, anche se ha rifiutato di condannare l'aggressione russa.

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