Vaccini: il Ministero vaglia una serie di incentivi

Morbillo ecco il piano Grillo 500mila giovani da vaccinare entro il 2019

Morbillo ecco il piano Grillo 500mila giovani da vaccinare entro il 2019

Solo nel 2018, sono già stati segnalati oltre cento casi. I dati vengono dall'ultimo numero di "Morbillo & Rosolia News" il bollettino mensile della sorveglianza integrata morbillo-rosolia coordinata dall'ISS. L'88,2% dei casi si è verificato in sette Regioni (Sicilia, Lazio, Campania, Calabria, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana) e la Sicilia è quella con l'incidenza più alta (296 casi per milione di abitanti). Tra questi ben 100 casi riguardavano operatori sanitari, 83 dei quali non erano mai stati vaccinati, mentre 8 erano stati vaccinati in maniera incompleta.

Secondo Demicheli, "nella migliore delle ipotesi possiamo puntare a vaccinare nel 2019 almeno il 60% di questa popolazione suscettibile al morbillo, composta da 20-30enni che non si sono vaccinati da piccoli o non hanno avuto la malattia, per uscire rapidamente dallo stato di endemia in cui versa in nostro Paese". Va ricordato, avverte Galli, che "ogni caso di morbillo è potenzialmente in grado di causare 16-18 casi secondari. È quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti, evitando di contribuire alla diffusione dell'infezione". Ed è a questa fascia d'età che il prossimo Piano nazionale di eliminazione della malattia, fermo ancora al 2015, dedicherà particolare attenzione.

Da qui l'allarme della Simit: "A oggi, e vista la situazione - afferma Galli - l'obbligo vaccinale rigorosamente applicato resta l'unica via percorribile per un periodo che non è possibile prevedere di breve durata". Altro obiettivo è quello di incentivare le vaccinazioni contro il morbillo anche nel personale sanitario.

Infatti, è il monito dell'esperto, "ogni ulteriore sottovalutazione in questo momento può essere foriera di pericolose conseguenze ai danni della salute pubblica e soprattutto ai danni delle componenti più fragili, come i bambini immunodepressi". Basta dunque, chiede la Simit, con le posizioni "contraddittorie, che generano confusione e favoriscono gli irresponsabili".

Ma potrebbe non bastare, come già rilevato dal presidente dell'Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi: "Tra i sanitari non si supera il 15-20% di vaccinati, ed è chiaro che serve l'obbligo". Anche in questo caso si parla di facilitazione nei meccanismi per l'accesso al percorso universitario, con i dovuti dubbi sul significato.

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