Tim licenzia l'amministratore delegato Genish

Tim rimbalza in Borsa tra dossier rete e mire di Orange

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IRA DI VIVENDI "È stata una mossa molto cinica e volutamente pianificata in segreto, per creare la massima destabilizzazione e influenzare i risultati di Tim, e dopo un diniego ufficiale di domenica, senza la conoscenza di molti membri del consiglio e mentre l'amministratore delegato stava negoziando per Tim e portando avanti il suo doveri dall'altra parte del mondo. Denunciamo la destabilizzazione di questa decisione e il metodo vergognoso". "Nella realtà non sono stati fatti reali progressi e, al contrario, ha dimostrato di rappresentare un impedimento per la creazione di valore". "Per questa ragione il consiglio ha deciso di lasciarlo andare".

In conformità al piano di successione degli amministratori esecutivi adottato da TIM, le deleghe revocate al consigliere Amos Genish sono state provvisoriamente assegnate al presidente del consiglio di amministrazione.

Nel suo breve regno Flavio Cattaneo, nominato il 30 marzo 2016 quando Vivendi era ormai l'azionista principale di Tim col 24,9% e dimessosi il 21 luglio dell'anno scorso, ha visto il titolo calare da 0,954 ai 0,8325 euro (-12%), mentre il suo successore, Amos Genish, lascia il titolo nuovamente vicino ai minimi assoluti a 0,538 euro ossia il 35% al di sotto del livello al suo arrivo. Il nuovo amministratore delegato dovrebbe essere scelto durante il cda convocato per il prossimo 18 novembre.

Franco Bernabè (2008-2011), Marco Patuano (2011-2016), Flavio Cattaneo (2016-2017), Amos Genish (dal luglio 2017 a ieri): negli ultimi 10 anni non si può dire che al capezzale di Telecom Italia non si siano avvicendati manager di notevole profilo (tra l'altro quasi sempre con presidenti altrettanto "di sostanza", nell'ordine: Gabriele Galateri di Genola, Franco Bernabè, Giuseppe Recchi, Arnaud de Puyfontaine e Fulvio Conti).

Inoltre, "quanto alla dichiarazione di Vivendi di 'deplorare' la decisione di non convocare l'assemblea dei soci per procedere al rinnovo dei revisori, si precisa che trattasi di dichiarazione non veritiera (non avendo ancora il Cda assunto una decisione a tale riguardo) e fuorviante (attesa l'inesistenza di alcuna norma che imponga la nomina dei revisori in data anteriore all'assemblea che sarà convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018)".

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