Chiude a Novi Ligure lo stabilimento della Pernigotti nata nel 1860

Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Pernigotti, chiude lo stabilimento di Novi Ligure

Ora, a cinque anni di distanza, la decisione più amara per gli italiani che lavorano nella fabbrica di cioccolato di Novi Ligure. Perché qualcuno, a 1.693 chilometri di distanza da qui, ha deciso che la fabbrica di viale della Rimembranza deve chiudere.

L'impianto in provincia di Alessandria rappresentava l'ultimo bastione dell'italianità di un marchio che continueremo a trovare sugli scaffali ma che sarà prodotto interamente all'estero (la crema spalmabile già viene prodotta in Anatolia). Con gli anni ottanta sopraggiunge un periodo di crisi che porterà alla cessione della Sperlari nel 1981 agli americani della H.J.Heinz Company. Nel frattempo la guida dell'azienda passa a Paolo Pernigotti, che nel 1935 acquista la ditta cremonese Sperlari, specializzata nella produzione del torrone. "Dopo l'ultima riunione di fine giugno, in cui ci erano stati prospettati risultati in negativo per l'azienda, avevamo chiesto che intervenisse almeno un esponente della famiglia Toksoz". I sindacati avrebbero infatti potuto ottenere dal ministero del lavoro e dello sviluppo economico un anno di cassa integrazione straordinaria per ristrutturare lo stabilimento e permettere alla proprietà un investimento per rilanciare la stessa società. I pochi impiegati del settore commerciale che rimarranno saranno trasferiti a Milano. Stando a quanto spiegato dal segretario Flai Cgil Marco Malpassi, la chiusura dello stabilimento di Novi comporterà il licenziamento di ben 100 persone. "I sindacati annunciano la massima mobilitazione: in mattinata l'incontro il sindaco Rocchino Muliere (Pd), poi l'assemblea di tutti i lavoratori, quindi si deciderà che fare, forse uno sciopero a oltranza", conclude La Stampa, "ci sono le avvisaglie di una dura battaglia, anche se la salvezza della Pernigotti appare molto difficile". Lo precisa la proprietà dell'azienda, che "sta procedendo all'individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l'obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti".

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