Trump e l'annuncio di sanzioni in stile Game of Thrones

Usa la scelta di Trump ripristinate le sanzioni contro Iran

Usa la scelta di Trump ripristinate le sanzioni contro Iran

Donald Trump ha annunciato, infatti, il ritorno di tutte le sanzioni contro Teheran che erano state rimosse da Barack Obama, nell'ambito dell'accordo sul nucleare del 2015. Il segretario di stato Mike Pompeo e quello al tesoro Steve Mnuchin hanno spiegato che le sanzioni resteranno in vigore fino a che Teheran non finirà di sostenere il terrorismo, rinuncerà al suo coinvolgimento militare in Siria e fermerà completamente i suoi programmi nucleare e missilistico.

Il Corriere della Sera ha un'informazione piuttosto importante: l'Italia sarà uno dei paesi esclusi dall'applicazione di multe collegate alla reintroduzione delle sanzioni americane all'Iran, che in questa seconda e definitiva tranche riguardano soprattutto il settore finanziario e dell'energia, petrolio e gas naturale. Attesa la reazione da parte iraniana. Lo scenario che per il think tank italiano è al momento più probabile è quello di una "continuazione delle attività delle piccole-medie imprese, ma di uno stop delle grandi compagnie, ovvero quegli attori che avrebbero potuto dare nuova linfa alla stremata economia iraniana".

Pompeo, facendo riferimento al business degli idrocarburi, ha detto che Washington ha pensato a un periodo di deroga per le aziende di queste nazioni, alle quali concedere altri sei mesi per organizzarsi prima di sospendere del tutto - "portare a zero" - i rapporti con l'Iran. L'accordo del 2015 "è un elemento chiave dell'architettura di non-proliferazione nucleare e della diplomazia multilaterale" ed "è cruciale per la sicurezza dell'Europa, della regione e del mondo intero", si legge ancora nella nota. Ma Spv, che includerà anche Cina e Russia nel sistema: Spv è in corso di perfezionamento, e potrà essere operativo non prima di fine anno. Anche ad un altro vicino di Teheran, l'Iraq, sarà concessa l'esenzione, con la condizione di non pagare il petrolio in dollari americani. La Turchia dipende molto dalle importazioni di petrolio per soddisfare il suo fabbisogno, e l'Iran rappresenta una delle principali fonti di approvvigionamento per la vicinanza, la qualità del greggio e il costo conveniente. "Abbiamo la conoscenza e la capacità per gestire gli affari economici del paese" ha dichiarato il ministro Ghassemi alla televisione di Stato. "Il nostro obiettivo è proteggere gli attori economici europei che sono impegnati in scambi commerciali legittimi con l'Iran", hanno aggiunto nel comunicato.

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