Il volley piange Sara Anzanello: campionessa mondiale nel 2002

Dopo un inizio di carriera in A2 con il Volley Latisana, la pallavolista esordì in Serie A a Novara. E' morta, ad appena 38 anni, una delle azzurre che ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia della Nazionale femminile.

Ingaggiata nel 2011 all'Azərreyl Voleybol Klubu di Baku, Sara deve interrompere bruscamente la sua carriera nel marzo del 2013, ricoverata d'urgenza a Milano per un trapianto di fegato. Ma dopo una lunga e dolorosa riabilitazione, Sara aveva prima ricominciato a mangiare, poi a camminare e infine persino a giocare a pallavolo in B1 con l'Agil Novara. "Questi ultimi trenta mesi per me non sono stati semplici", aveva raccontato dopo la malattia. Il suo era stato infatti il nome di spicco nello staff tecnico scelto dal Comitato veneziano della Fipav in vista del "Trofeo delle Province-Kinderiadi" 2017. Parole difficili da scrivere per una campionessa che abbiamo conosciuto da ragazzina, a cui il destino ha regalato grandi gioie e grandi dolori.

"Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico". Giovedì stesso scriveva così, su Facebook: "Ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere". Non si sa mai - scriveva - quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti. Poi so benissimo che certe cose non le posso più fare: "ma non mi sento davvero gli anni che ho". "Semplicemente vivere, passeggiare, stare all'aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene - scriveva - Vivere, senza grandi pretese, ma vivere".

Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c'è più...

"Ho paura, non sarà l'emozione migliore da avere, però non avere certezze fa paura". Sorridi, sorridi, sorridi. Ogni tanto piangi, perché gli ostacoli ci sono e alle volte sembrano enormi, ma non mollare mai... finché c'è vita.

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