FIGC - Gabriele Gravina il nuovo presidente: ha ottenuto il 97% delle preferenze

Chi è Gabriele Gravina, il nuovo presidente della Figc. La sua storia

Chi è Gabriele Gravina, il nuovo presidente della Figc. La sua storia

L'annuncio è stato dato al termine dell'assemblea elettiva di Fiumicino, col nuovo numero uno della Federazione che ha centrato la vittoria col 97,20% dei voti a favore. Ce ne sono stati troppi in Italia, calcisticamente importante.

Le elezioni odierne (presenti anche il ct Roberto Mancini e il sottosegretario Valente) lo hanno consacrato presidente dopo un solo scrutinio con il 97,20% dei voti, anche grazie all'appoggio di Damiano Tommasi arrivato a fil di sirena. "Dobbiamo cambiare direzione - ha detto Gravina - facendo sì che ci sia la massima professionalità dei nostri calciatori, dei nostri allenatori".

Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli, è intervenuto dopol 'elezione di Gabriele Gravina a nuovo presidente della FIGC. Noi risponderemo con i fatti, con i comportamenti e con il lavoro. "Il calcio italiano non può più aspettare, quindi ripartiamo insieme" le prime parole del neo presidente. Ci sarà un organismo e un consiglio federale che poi controlleranno le sfumature di quanto succederà. Il 22 dicembre 2015 diventa presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico con 31 voti contro i 13 e i 7 riferiti rispettivamente agli sfidanti Raffaele Pagnozzi e Paolo Marcheschi, succedendo così nella carica a Mario Macalli. "Di essere meno litigioso possibile e di concentrarsi sulle cose da fare che mi sembra a grandi linee e a parole trovano tutti d'accordo". Lo scorso gennaio fu già tra i candidati alla presidenza della FIGC. "Va bene una legge sul limite dei mandati, ad esempio, ma alla Fifa ci si è arrivati dall'interno, con le riforme".

Fabbricini, bel segnale eleggere Gravina al primo voto - "Non credo ci siano sorprese su Gravina, l'unico dubbio è se sarà eletto alla prima votazione o dopo".

Ore 10.34 - Carnevali (ad Sassuolo): "Spero che venga eletto alla prima votazione".

Ora si tratta di attuare il programma: dalla riforma dei campionati (con format a 20 squadre per A e B e semiprofessionismo per la Lega Pro) alla trasformazione del Club Italia ("avrà un riferimento nel presidente federale e un meccanismo di gestione come tutti i club") fino al riordino della giustizia sportiva. "Sono stati giorni complessi - aggiunge Fabbricini ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - nove mesi praticamente una gravidanza". Forse l'estate è stato il momento più difficile con la decisione sulla B a 19 squadre.

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