Conte a Bruxelles in difesa della manovra

Conte si taglia lo stipendio

Conte si taglia lo stipendio

Il leader della Lega si fa addirittura sarcastico: "Non arriveremo a credere alle scie chimiche", smentendo anche che siano giunti rilievi da parte del Quirinale. E in merito alla probabile convocazione del consiglio dei ministri di domani, aggiunge: "Se Salvini deciderà di andare andremo". "Non possiamo convocare consigli dei ministri per riapprovare decreti già approvati ma chiamerò Conte che è una persona squisita".

Per quel che riguarda il condono, o "dichiarazione integrativa", Conte ha spiegato che "più o meno i tratti fondamentali sono stati anticipati: si tratta di una dichiarazione integrativa, rispetto a quella già presentata al Fisco, che consente dei margini molto limitati e contenuti per integrare quanto non è stato dichiarato, entro il 30%, con un tetto di 100mila per periodo di imposta". E Salvini, nelle stesse ore in cui il M5S minaccia di far saltare tutto se non cambia il decreto, nega la necessità di un vertice e replica con durezza: "Il decreto fiscale non cambia". "Non stravolgerò il testo ma se ci sono dubbi ci sarà una seconda deliberazione", spiega il premier che sembra legittimare le istanze di Di Maio: in merito al decreto "ci sono dubbi su un passaggio importante". "E' chiaro che al di là di ciò che è successo, questo lo vedrà il Cdm nella propria interlocuzione, sono fermamente contrario a che ci sia questo articolo all'interno del decreto". Non si può costruire di giorno e smontare di notte.

Comunque la "prospettiva" di una crisi di governo "è veramente futuribile, di là da venire", in una parola "improbabile", ha poi assicurato il premier.

Dalle colonne di un altro giornale, il Corriere della Sera, anche il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri, respinge le accuse di "manine" leghiste e, anzi, sottolinea che Di Maio era presente al momento dell'approvazione, ipotizzando una "distrazione del suo staff" perché "il testo non si scrive da solo". "Loro - ha concluso Toninelli - hanno bisogno di una pacificazione con lo Stato, chi invece ha fatto il furbo evadendo e magari portando i capitali all'estero non pensi di poterla fare franca perché non depenalizzeremo alcun tipo di reato di natura fiscale". Il governo non ha ancora diffuso dettagli precisi sulla manovra e sulle misure che contiene, ma le sue stime sul loro impatto sui conti pubblici sono state ritenute preoccupanti sia dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio (l'organismo indipendente che vigila sui conti) che dalla Commissione Europea, che ha inviato al governo una lettera di durezza senza precedenti. "Ognuno si prenda le sue responsabilità".

Andando però ad analizzare il modo in cui è stata scritta la norma nell'articolo 9 del decreto (ci rifacciamo al documento del 16 ottobre ore 10.30, quindi successivo al Consiglio dei ministri) la 'pace fiscale' sarebbe un mix tra l'integrativa e una mini-voluntary disclosure.

"Cosa fatta capo ha". Secondo Salvini il testo è "stato letto e approvato da tutti", e a verbalizzarlo sarebbe stato proprio Di Maio, in qualità di ministro più giovane, come è prassi, in sostituzione del sottosegretario, Giorgetti, che si era allontanato.

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