Salvini: Boeri si dimetta, su pensioni merito più grande governo

Tito Boeri

Tito Boeri

Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione alla Camera.

Già in passato Boeri, che in quanto dirigente pubblico dovrebbe essere allineato con le politiche economiche di Palazzo Chigi, ha invece duramente attaccato il governo giallo-verde. "Sono beffate, spinte ad accettare l'uscita con Opzione donna con un taglio consistente della loro pensione e ora vedono uscire gli uomini in anticipo e con la pensione piena", ha detto spiegando che la platea per quota 100 riguarda per il 90% uomini che potrebbero senza alcuna decurtazione.

Nel contratto di governo si parlava di consentire il pensionamento anticipato quando la somma dell'età e degli anni di contributi è almeno pari a 100.

Come sono stati calcolati i "100 miliardi di debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future" lo si saprà solo quando verrà pubblicata la legge di Bilancio per il 2019 completa di relazione tecnica. "Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni - ha scandito Salvini -".

Adesso si parla di uno slittamento dell'entrata in vigore di quota 100.

"È una necessità", spiega una fonte di primo livello, perché proprio dall'Inps sarebbe arrivata un'indicazione precisa e cioè che per rendere operativi il reddito di cittadinanza e la quota 100 c'è bisogno di tempo. Bisognerà attendere la relazione tecnica che accompagnerà la manovra economica e le nuove misure adottate dal governo Conte in tema di previdenza. Mentre la riapertura di "Opzione donna" è "in stridente contrasto" con le altre ipotesi. La quota di ex-lavoratori pubblici è superiore a quella dei lavoratori privati sebbene gli ex-pubblici dipendenti rappresentino solo il 18% dei pensionati italiani. Il paletto fisso è costituito dai 38 anni di contribuzione. Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica sembrano l'effetto di una reazione a catena, che nasce dagli appunti mossi al nostro governo da parte del Fondo Monetario Internazionale e dalla Unione Europea.

"È una istituzione benemerita". Hanno pensato bene di multare me per un credito andato a buon fine, mentre dormivano sulle banche che fallivano. Lo ha annunciato il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli, a margine dei lavori di Palazzo Madama.

L'esponente leghista aggiunge sarcastico: "Per salvare le banche ai tempi di Monti sono saltati fuori 60 miliardi, perché per le pensioni i soldi non ci sono?".

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