Suzuka è di Hamilton, disastro Vettel

F1, Gp Giappone, Vettel:

F1, Gp Giappone, Vettel:"Farò come Mario Kart!"

Lewis Hamilton si avvicina sempre più al suo quinto titolo mondiale in Formula 1 dopo aver conquistato la vittoria in Giappone, sul circuito di Suzuka. Poco dopo la ripresa regolare della gara Vettel tenta di attaccare Verstappen ma entra in contatto con la Red Bull e va in testacoda: il tedesco deve dunque ripartire dal fondo del gruppo e vede la sua gara decisamente compromessa. Bene la Haas di Grosjean che chiude quinta davanti alle due Toro Rosso di Hartley e Gasly. Al giro 38 la gara proponeva le due Mercedes in testa, con Hamilton che amministrava in tutta tranquillità la sua gara su Bottas, distaccato di circa 5 secondi e su Verstappen, che però si avvicinava al finlandese della Mercedes. Cinque successi ed un secondo posto nelle ultime sei gare per l'ex pilota McLaren che, in quel di Suzuka, ha centrato il nono successo stagionale portando a 67 i punti di vantaggio sul diretto rivale quando mancano solo quattro gare al termine.

Il primo a sorprendersi è lui, anche perché prima del via si era detto scettico sulle possibilità di sorpasso a Suzuka, e spiega: "È sorprendente come sia stato in grado di risalire abbastanza facilmente. Era comunque difficile seguirlo, e ho fatto del mio meglio per mettermi in condizione di poter approfittare di un suo eventuale altro errore".

Continua la "serie No" di Sebastian Vettel. Il pilota di Mercedes, già campione in carica, grazie anche al prezioso aiuto del compagno di squadra Bottas, e alle vincenti strategie della scuderia dalle frecce d'argento, ha oramai annientato le residue velleità della Ferrari e di Sebastian Vettel in particolare, ponendo un'ipoteca che pesa come un macigno sul trofeo iridato. Intanto, con un'intervista a Skysport, il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene ha aperto una questione che potrebbe farsi spinosa. Da lì, le strade si sono separate in maniera irreversibile: Hamilton è decollato e Vettel si è impantanato tra errori individuali e uno sviluppo tecnico della Ferrari non al pari di quello della Mercedes. "Sapevo che saremmo stati un pò vulnerabili sui rettilinei, avendo un carico aerodinamico molto alto questo weekend; ma ero anche consapevole di poter sfruttare le curve per stare il più vicino possibile a chi mi precedeva".

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