Riforma copyright, via libera Ue, ecco cambia per gli utenti

L’Europarlamento riunito in plenaria a Strasburgo

L’Europarlamento riunito in plenaria a Strasburgo

Il Parlamento europeo ha approvato con larga maggioranza la direttiva per la riforma del diritto di autore, stabilendo che le grandi compagnie web dovranno condividere i loro ricavi con artisti e giornalisti. "Stiamo entrando in uno scenario da Grande Fratello di Orwell". "Per questo motivo continueremo con ancora più impegno a batterci per eliminare i due articoli più controversi della direttiva: l'articolo 11 che prevede l'introduzione della cosiddetta 'link tax' e l'articolo 13 che mira a introdurre un meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti inseriti dagli utenti sul web". E' quanto ha scritto in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani dopo il via libera alla riforma giunto dall'assemblea di Strasburgo.

La direttiva sul copyright è stata pensata allo scopo di aggiornare le regole sul diritto d'autore nell'Unione Europea ferme al 2001, quando le cose su Internet funzionavano diversamente. Non nasconde la sua soddisfazione il presidente Siae Mogol che ha seguito a Strasburgo la votazione. Loro hanno i miliardi, noi però abbiamo ragione e sono contento che gli Europarlamentari l'abbiano capito. "Il diritto d'autore non è una barriera al progresso - evidenzia - ma un sostegno alla creatività". Gli autori producono cultura: la cultura è il seme della democrazia, della tolleranza, della libertà di pensiero. "Senza cultura del rispetto dei diritti di chi crea, scomparirebbero gli autori del presente e non ci sarebbero autori nel futuro".

Dopo averlo respinto il 5 giugno giugno, gli eurodeputati avevano proposto una vasta serie di emendamenti al testo. Ora la proposta passerà al Consiglio europeo. Anche perché, di fatto, è accaduto qualcosa: che il desiderio di rivalsa nei confronti di Google e Facebook ha preso il sopravvento su tutto il resto, condizionando la modifica della direttiva. "È vergognoso! Ha vinto il partito del bavaglio".

LA DIRETTIVA - La posizione del Parlamento rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d'autore. Ciò applicabile anche ai frammenti di notizie, gli 'snippet' in gergo tecnico, in cui viene visualizzata solo una piccola parte del testo di un editore di notizie. In pratica, tale responsabilità imporrebbe a tali soggetti di remunerare chi detiene i diritti sul materiale che mettono a disposizione.

Nel tentativo di incoraggiare le start-up e l'innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web, aggiunge l'ufficio stampa del Parlamento europeo.

Per tutelare la libertà di espressione di Internet, la condivisione di hyperlink agli articoli, insieme a "parole singole" che li descrivono descrizione, sarà libera dai vincoli del copyright. Le stesse piattaforme dovranno inoltre istituire dei meccanismi rapidi di reclamo (gestiti dal personale della piattaforma e non da algoritmi) che consentano di presentare ricorsi contro una ingiusta eliminazione di un contenuto.

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