Juncker: "No al nazionalismo. In Europa apertura e tolleranza"

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Così si è aperto il discorso sullo stato dell'Unione alla Plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo.

La preoccupazione nei confronti del nazionalismo Juncker la esprime lanciando un monito per le prossime elezioni europee del 2019. Il patriottismo è una virtù. "Ogni volta che l'Europa parla con una sola voce riesce ad imporsi agli altri, deve agire come un fronte compatto, e noi lo abbiamo dimostrato quando abbiamo difeso l'accordo di Parigi" sul clima.

Juncker, come preventivato, non ha scelto solo di tracciare un bilancio del suo operato, dalla gestione dei flussi migratori alla lotta al populismo.

Sarà, ma finora passi concreti sui temi caldi sembra che ne siano stati fatti pochi. Questo è l'utimo discorso di Juncker, eletto presidente nel 2014, dopo essere stato spietzenkandidat del Partito popolare europeo (Ppe), il centrodestra dell'Unione. E c'è ancora della strada da fare: "Gli allargamenti per me restano un successo, conciliando geografia e storia, ma restano ancora degli sforzi da fare".

"Oggi propongo un rafforzamento della guardia costiera e di frontiera europea fino a 10mila unità da qui al 2020 ed un'agenzia europea per l'asilo", ha inoltre annunciato Juncker.

"Dobbiamo definire in maniera irrevocabile - ha quindi aggiunto il presidente della Commissione Ue - la nostra attitudine per quanto riguarda l'adesione" all'Ue "dei Paesi dei Balcani Occidentali".

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