Polmonite da legionella, molto grave un 29enne bresciano ricoverato a Monza

Allarme polmonite: virus legionella, cosa è, sintomi e come si diffonde

Allarme polmonite: virus legionella, cosa è, sintomi e come si diffonde

A confermarlo l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha evidenziato come si tratti di polmonite batterica. Si tratta di un uomo di 29 anni che ha contratto il batterio della legionella ed è stato ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva assistito dalla macchina Ecmo per l'ossigenazione extracorporea del sangue. Presentatosi con i sintomi classici della patologia al pronto soccorso di Gavardo, nel Bresciano, il 29enne è stato trasferito a Monza. Le sue condizioni, a detta dei medici, sono gravi ma stabili, è sottoposto a costante pulizia del sangue. E come sempre avviene in questi casi, la prima settimana di ricovero sarà decisiva per poter sciogliere la prognosi. "La legionella non si propaga bevendo acqua, l'acqua si può bere".

"Possiamo dire che oggi vi è una curva epidemica in calo".

ESCLUSO SUBITO UN VIRUS - "Da subito - ha spiegato - Gallera - stante i quadri clinici e di laboratorio, è stato escluso che si trattasse di un virus". I conoscenti sospettano che la donna si sia infettata al mare, durante le vacanze.

"Sono in aumento i casi di legionella e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio la legionella", è il pensiero di Gallera che è stato chiamato a riferire in aula del Consiglio regionale sull'allarme sanitario che dal Bresciano si sta spostando anche fuori provincia. I bambini, i giovani e le persone che non hanno problemi di salute non sono stati colpiti.

L'ondata di polmonite infatti ha attraversato i confini passando dalla pianura bresciana a Mantova e spingendosi sino a Cremona. Un altro cremonese è in un nosocomio bresciano. Il sindaco, Raffaele Favalli, le conosce quasi una ad una. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nas, si concentrano attorno alla rete idrica dei comuni più colpiti, anche se al momento non emergono interconnessioni tali tra i diversi impianti, da giustificare una contaminazione così ampia. Alcuni lavorano a Montichiari e negli altri centri bresciani che distano pochi chilometri. Ad Asola si stanno registrando quelle che il sindaco definisce "due anomalie: la presenza non solo di anziani (il più giovane ha 43 anni, ndr), che stanno rispondendo molto bene alle terapie, e la percentuale schiacciante degli uomini rispetto alle donne".

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