Filippo Galli: "Io al Bari? Aspetto De Laurentiis"

PS Sarri

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Lo ha fatto in una lunga intervista rilasciata a Il Mattino nella quale non ha risparmiato frecciate ad ADL e messaggi d'amore per la squadra e la città dove ha vissuto. Come ad esempio la corsa scudetto dello scorso anno: "Mi capita di ripensarci". "Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, in ogni istante rivivo quei momenti". Ma prima voglio rimanere al Chelsea, in questo splendido club, ancora per tantissimo tempo", ha detto Sarri che era ancora tecnico del Napoli quando seppe dell'arrivo di Ancelotti: "Ero a cena con Pompilio - ha detto - il collaboratore di Giuntoli, con cui stavo discutendo proprio se restare o no. Abbiamo acceso la tv e abbiamo visto l'ingresso alla Filmauro di Ancelotti. "Quello che è poi successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita".

Per la prima volta Maurizio Sarri parla del suo addio al Napoli, di come ha scoperto del suo esonero ("grazie alla tv"), di come si è lasciato con la città (bene) e con il presidente De Laurentiis (male).

A De Laurentiis sono grato perché mi ha fatto allenare la squadra che ho nel cuore e sono al Chelsea è perché ho allenato il Napoli. Hanno fatto tanta ironia sulle mie parole, ma chi sa di sport è consapevole del fatto che abbiamo perso lo Scudetto in albergo. Per il resto il De Laurentiis a cui voglio bene è sicuramente il figlio Edoardo. "Ha qualità umane e professionali sono straordinarie". Però quando siamo lontani, scatta un po' di nostalgia e qualcosa ci manca sempre. Le parole del presidente De Laurentiis allo stadio Bernabeu dopo la sconfitta col Real Madrid.

"Così com'è vista da vicino, piena di problemi". Più di tutto il cibo anche se mi sto abituando alla carne e al salmone di qui. "Però non ho ancora trovato nessuno che fa il caffè come Tommaso (lo storico magazziniere del Napoli, ndr)". Proprio la tempistica dell'accordo è uno dei nodi gordiani nell'addio tra Sarri e il club: l'accordo che legava il maestro al Napoli riservava infatti tra le righe una clausola rescissoria con scadenza al 31 maggio. "Non lo so perché non sono più sulla panchina azzurra". Non ho snobbato nulla, ho sbagliato solo una partita, quella di andata con il Lipsia. Su Higuain dico che era un campione affermato e con me, che arrivavo dall'Empoli, si è messo a completa disposizione.

Il momento più bello: "Nulla è stato più bello che vincere allo Juventus Stadium". Io però ero costretto a fare dei cambi perché il sogno della città era un altro. Un'avventura che potrebbe riproporsi in futuro: "Può essere l'obiettivo concludere la carriera al Napoli".

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