Milano: incontro tra Salvini ed Orban sulla questione migranti - JulieNews - 1

Tony Gentile  Reuters

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Fortemente nazionalista, Orbán ha chiuso le frontiere del suo Paese anche all'immigrazione diretta, quella che arrivava in Ungheria lungo la rotta balcanica che partiva dalla Siria per poi attraversare la Turchia, la Grecia e, appunto, la dorsale dei Balcani.

"Diciamolo chiaramente, senza timori: l'Italia non è Salvini". Ma cosa unisce il ministro leghista al capo del governo di Budapest? "Auspichiamo che l'incontro sia finalizzato al rafforzamento di comuni politiche di intransigenza e tutela dei rispettivi popoli".

Attacca il Partito democratico.

"L'Ungheria di Orbán alza muri di filo spinato e rifiuta i ricollocamenti". La stima di Salvini è calorosamente ricambiata da Orbán: "Salvini è il mio eroe - ha detto arrivando a Milano per l'incontro con il vicepremier italiano -". "Alla faccia del Pd - afferma Salvini - non siamo certo soli". Lo stesso di Forza Italia. "La presa di distanze del M5s - sottolinea Osvaldo Napoli - è il sintomo clamoroso di una divisione sempre più netta fra i due contraenti del contratto". Mentre Luigi Di Maio dice: con il premier ungherese "non vogliamo avere niente a che fare". Il vertice tecnico dei 12 stati membri convocato ieri a Bruxelles dalla Commissione europea ha prodotto un nulla di fatto: nessun accordo è stato trovato sulla ripartizione dei 150 migranti presenti a bordo della nave ferma nel porto di Catania da 4 giorni. E la città è pronta a scendere in piazza per protestare.

Incontro oggi alle ore 17 a Milano tra il Ministro dell'Interno Matteo SAlvini e il presidente ungherese Victor Orban. L'idea è del comitato 'Insieme senza muri', insieme ai Sentinelli di Milano, "per ricordare a entrambi (Orban e Salvini, ndr) il valore della solidarietà e dell'accoglienza".

Su Facebook sono già oltre 3mila le persone interessate alla protesta spontanea. "Per contrapporre alla violenza delle loro politiche il valore dell'accoglienza e della responsabilità nella gestione dell'immigrazione". "Il pezzo, ripreso da diversi quotidiani on line, attacca in particolare la scelta di spostare l'asse geopolitico di Roma da Francia e Germania a Visegrad: "[L'Italia], che avrebbe potuto installarsi nel terzetto informale di regia con Francia e Germania, con vantaggi per sé e il merito di rendere la Ue più sensibile alle esigenze dell'Europa del Sud, ha scelto invece di crearsi uno "strapuntino Sud" nel blocco "Visegrad Austro-Ungarico", ha scritto il senatore a vita, "ma chi ha deciso questo riposizionamento dell'Italia?

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