Migranti, scontro totale tra l’Italia e l’UE. Conte: "Ne trarremo le conseguenze"

Nave Diciotti

Nave Diciotti

E' scontro totale tra l'Italia e l'Unione europea. La Procura di Agrigento ha invece deciso di non concentrarsi su questo filone dell'inchiesta e sta piuttosto indagando per sequestro di persone ed arresto illegale: l'intenzione dovrebbe essere quella di accertare se sia legittimo il trattenimento degli immigrati ed eventualmente risalire nella catena di comando a chi, disponendo il divieto di lasciare la "Diciotti", stia illegittimamente limitando la libertà personale dei profughi; se i Magistrati dovessero individuare una responsabilità da parte di componenti del governo, la vicenda dovrebbe ovviamente passare al Tribunale dei Ministri.

"L'Europa non è riuscita a battere un colpo in direzione dei principi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali".

"Se questi sono i fatti", con l'Unione europea che "oggi ha perso una buona occasione" per decidere in materia di immigrazione, e nel caso della nave Diciotti in particolare, "vorrà dire che l'Italia ne trarrà le conseguenze e, d'ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d'azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa". Non attesta solo un arretramento rispetto alle Conclusioni che tutti e ventotto i Paesi membri hanno liberamente sottoscritto nel corso del Consiglio Europeo dello scorso giugno.

Duro il commento del premier Conte che ha dunque definito "ipocrita" l'atteggiamento degli altri paesi.

Uno dei punti principali su cui fanno leva gli altri partner dell'Italia nell'Unione è che, attualmente, il numero di migranti pro capite nel nostro Paese sia sceso molto e che, pertanto, non ci sia la necessità di trasferire 150 persone in altri Stati dell'Unione Europea.

Polemiche sul curriculum a parte, il professor Conte senza dubbio appariva subito una figura di spessore, ma tutti si domandarono se una volta a capo del governo avesse potuto svolgere in maniera incisiva le funzioni del suo ruolo oppure se fosse stato soltanto una pedina nelle mani del duo Salvini-Di Maio. Tuttavia, sempre secondo le prime indiscrezioni, queste parole sono destinate a restare lettera morta.

Ma se l'asse giallo-verde italiana, con l'eccezione di qualche ministro, e del presidente della Camera Fico, manda un monito a Bruxelles, dalla Commissione europea era arrivata in mattinata la replica, direttamente dal portavoce Alexander Winterstein: "Le minacce non sono d'aiuto e non porteranno a avvicinarsi a una soluzione per i migranti a bordo alla Diciotti". Questo comporterebbe interessi per ritardi nei pagamenti. "Ci confronteremo su queste e su altre questioni". "Lo sforzo e i negoziati sono tuttora in atto e oggi si tiene a Bruxelles una riunione ad hoc straordinaria, convocata dalla Commissione per cercare di fare un passo in avanti", afferma il ministro. Il ministro ungherese ha sottolineato come vi fosse notevole identità di vedute tra Roma e Budapest in tema di politiche migratorie europee.

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