Ilva, ecco che cosa cambia con il sì dell'Avvocatura di Stato

Così Di Maio va alla trattativa finale per dare un futuro all'Ilva

Così Di Maio va alla trattativa finale per dare un futuro all'Ilva

Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Di Maio, dopo rinviato al 15 settembre la decisione sul dossier, aveva chiesto all'ufficio legale del governo di valutare se la procedura di vendita delle acciaierie, portata avanti dal predecessore Carlo Calenda, contenesse vizi tali da richiedere un annullamento per tutelare gli interessi dello stato. Dal parere, poi, emergono una "lesione del principio di concorrenza" con lo spostamento delle date e approfondimenti sul tema delle tutele ambientali.

Dalle fonti del colosso francoindiano viene rammentato che l'Avvocatura darà al ministro l'esito del parere e la comunicazione all'azienda giungerà, appunto, da Di Maio.

L'Avvocatura dello Stato ritiene che non ci siano vizi tali da richiedere l'annullamento in autotutela della gara per la vendita dell'Ilva alla cordata guidata da ArceloMittal, anche se la decisione finale viene rimandata al governo. Il vice premier ha rinviato alle prossime ore una lettura più attenta delle 35 pagine dell'Avvocatura che ieri sera sono arrivate sul suo tavolo.

Stando a indiscrezioni il parere dell'Avvocatura dello Stato sull'operazione sarà positivo. Ma, certo, il tempo stringe. L'Ilva è stata infatti il primo caso eclatante in Italia di una privatizzazione andata male. "Quella ipotesi di accordo - ricorda Bellanova - prevedeva da subito 10mila lavoratori assunti da Arcelor Mittal, cui venivano garantiti i diritti economici e normativi acquisiti inclusa l'anzianità di servizio e l'articolo 18".

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