Crolla la lira turca. E le Borse affondano

La lira turca segna l'ennesimo minimo record a 6,24 contro il dollaro, in calo del 7%.

Non si arresta insomma il crollo della lira: la valuta di Ankara è sotto attacco per via dei timori sulle politiche economiche del paese. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato i suoi concittadini a non farsi prendere dal panico.

Una situazione che il capo di Stato ha imputato a "manovre" di presunti nemici dello Stato: "Ci sono diverse campagne in corso, non prestate loro alcuna attenzione", ha detto rivolgendosi al popolo, "non dimenticate questo: se loro hanno i dollari, noi abbiamo la nostra gente, il nostro diritto, il nostro Allah".

La maggiore preoccupazione è per le banche più esposte al Paese guidato da Erdogan e tra queste troviamo in primis quelle spagnole e francesi, cui seguono gli istituti di credito italiani con 17 miliardi di euro. Leonardo, tramite Alenia Aermacchi, è in qualche modo toccato dalla crisi turca in quanto contribuisce alla produzione dell'F-35 (che vede 30 ordini dalla Turchia con opzione per altri 70 velivoli) e partecipa a una commessa importante: 30 elicotteri da parte di Turkish Aerospace al Pakistan. Anche i dicasteri economici sono stati posti sotto stretto controllo del presidente aumentando così le paure degli investitori. Poi il premier ha commentato il crollo della lira dicendo che "non perderemo la guerra economica". Impennata per lo spread che sale a 267 punti, il livello più alto da due mesi. Avvio pesante per Unicredit a PIazza Affari, con il titolo che cede il 4,11% a 13,8 euro in scia ai timori, presenti anche all'interno della vigilanza della Bce, per l'esposizione della banca in Turchia, dove è proprietaria dell'istituto Yapi Kredi.

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