Papa cambia catechismo: 'Pena di morte è inammissibile'

Il Papa cambia il Catechismo: la pena di morte sempre inammissibile

Il Papa cambia il Catechismo: la pena di morte sempre inammissibile

Papa Francesco ha approvato la nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica sull'argomento della pena di morte. Il rescritto, firmato ieri e diramato oggi, dispone che il nuovo testo "venga tradotta nelle diverse lingue e inserita in tutte le edizioni del suddetto Catechismo". Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. "Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, alo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi".

"E' necessario ribadire pertanto che, per quanto grave possa essere stato il reato commesso, la pena di morte è inammissibile perché attenta all'inviolabilità e dignità della persona".Lo aveva preannunciato Papa Francesco che qualcosa sarebbe cambiato nel Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica riguardo la pena di morte.

La Comunità di Sant'Egidio accoglie con riconoscenza e soddisfazione la decisione di papa Francesco di modificare il Catechismo della Chiesa cattolica relativamente alla pena di morte. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.

Nel 2005, era stato apportato un cambiamento: "Oggi a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere il crimine rendendo inoffensivo il colpevole, i casi di assoluta necessità di pena di morte sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti".

A questa conclusione "si arriva anche tenendo conto della nuova comprensione delle sanzioni penali applicate dallo Stato moderno, che devono orientarsi innanzitutto alla riabilitazione e reintegrazione sociale del criminale". Il teologo spiega che "difendendo l'abolizione della pena di morte, non si dimentica certo il dolore delle vittime coinvolte né l'ingiustizia che è stata perpetrata; si chiede piuttosto che la giustizia compia il suo passo decisivo, non fatto di rancore e vendetta ma di responsabilità oltre il momento presente". Insegnamento poi recepito dal Catechismo, prosegue Ladaria, nel quale "la pena di morte non si presenta come una pena proporzionata alla gravità del delitto". Soprattutto data la recente richiesta di Trump al Dipartimento di Giustizia dove il Presidente chiedeva la pena di morte per criminali con accuse di traffico di droga, dichiarando che fosse uno "spreco di tempo" non giustiziarli. Come ne usciranno i governatori di questi territori che si sono sempre dichiarati ferventi cattolici? "In questo sviluppo - sottolinea il cardinale Ladaria - è di grande importanza l'insegnamento della Lettera enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II" che annoverava tra i segni di speranza di una nuova civiltà della vita "la sempre più diffusa avversione dell'opinione pubblica alla pena di morte".

Il nuovo paragrafo metterà sicuramente spalle al muro anche molti governatori e giudici cattolici americani i quali fino ad ora potevano dichiararsi a favore e anche presiedere a delle esecuzioni utilizzando la scappatoia della "unica via praticabile".

Recommended News

We are pleased to provide this opportunity to share information, experiences and observations about what's in the news.
Some of the comments may be reprinted elsewhere in the site or in the newspaper.
Thank you for taking the time to offer your thoughts.