Respinto il ricorso dell'Avellino, niente Serie B per il club campano

"Io faccio un altro mestiere, sono un medico e ho messo tanti soldi nell'Avellino - ha aggiunto il numero uno del club campano - Poche settimane fa, ho fatto un aumento di capitale da 3,7 milioni di euro, abbiamo tre fideiussioni in mano ma ora corriamo il rischio di essere eliminati dal calcio per un cavillo, per poche migliaia di euro".

"Il ricorso - ha spiegato l'avvocato Eduardo Chiacchio dell'Avellino - è stato respinto perché non sarebbe stato impugnato per tempo il comunicato ufficiale di maggio". Certamente la difesa delle altre parti è stata dura, con la Figc, la Procura generale dello Sport e la Ternana come terza parte interessata: a un certo punto ci siamo sentiti soli contro il mondo. "Oggi finisce la fase sportiva e già da stasera deve aprirsi quella amministrativa, che nel caso sarà al Tar del Lazio".

Durante l'udienza, intorno alle ore 10.37, sono arrivati anche Angelo D'Angelo e Luigi Castaldo, che hanno raggiunto in aula la dirigenza irpina per assistere al processo, in un silenzio religioso. Si chiederà il blocco del campionato di B?

L'avvocato, infine, non nasconde la sua delusione: "Sono molto dispiaciuto per questa sentenza, eravamo molto vicini al risultato". Non sottovalutiamo un passaggio della sentenza, dove il Collegio dice che in determinati punti il ricorso poteva essere accolto. Il rigetto, da parte del Coni, è stato sofferto.

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