Ilva, Di Maio riapre i "giochi": "È stato fatto un pasticcio"

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"Nella procedura di gara per la cessione dell'Ilva è stato leso il principio della concorrenza. Lo rileva l'Anac, le regole del gioco sono state cambiate in corsa".

Per Luigi Di Maio la vendita dell'Ilva è stato un "pasticcio" che ha "violato la concorrenza".

La Camera dei deputati semideserta durante la risposta del ministro Luigi Di Maio sull'Ilva. "Se la gara non ha messo al centro il massimo delle tutele occupazionali, delle tutele ambientali e delle tutele per la salute, chi ha fatto questa procedura ne risponderà politicamente" attacca, senza nominarlo, il suo predecessore Carlo Calenda. Questa la domanda che hanno in testa tutti gli osservatori interessati alla vicenda Ilva, naturalmente divisi in varie fazioni.

Intanto il gruppo ArcelorMittal ha annunciato in una nota che sarà presentata al ministero nei prossimi giorni una "proposta migliorativa".

DI MAIO: INDAGINE INTERNA - Di Maio intende chiedere "immediatamente chiarimenti ai Commissari, avvierò un'indagine interna al ministero e chiederò un parere all'Avvocatura dello Stato". Ebbene abbiamo provato a sondare gli ambienti più vicini al ministro delle Sviluppo Economico e ne emerge uno scenario assai articolato e meno improvvisato di quanto potrebbe apparire, che ora andiamo a raccontare. "Non possiamo continuare a fare finta di niente" e "intendiamo andare fino in fondo per fare chiarezza".

L'esame dell'Anac è puntuale sui tre aspetti evidenziati dalla richiesta del ministero dello Sviluppo, che era partita dalla segnalazione del governatore pugliese Michele Emiliano. Ma l'Anac spiega prima la propria competenza legata al fatto che la procedura, benché esclusa dal Codice degli appalti, prevede l'obbligo di procedure improntate al rispetto dei principi di parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione. "I governi di centrosinistra hanno accompagnato per mano la cordata Mittal all'acquisto delle acciaierie più grandi d'Europa, la cui sede principale a Taranto inquina senza soluzione di continuità?".

Il primo passaggio riguarda il piano ambientale. Il nodo più spinoso riguarda però le scadenze intermedie che non solo slittate e che erano vincolanti. Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim Cisl, osserva che "l'Anac si dice non competente nell'annullare la gara e rispedisce questa cosa al ministro, che a sua volta rimpalla all'Avvocatura dello Stato". Ma la valutazione spetta al Mise. Ci sono poi i rilanci finali, che - secondo l'Autorità - non erano disciplinati in modo dettagliato e, invece, avrebbero potuto portare più soldi nelle casse dello Stato.

Insomma le criticità non mancano. Ma di certo l'analisi dell'autorità indipendente sono destinate a pesare sulla trattativa, che dopo essersi arenata, era ora ripresa e vedeva i commissari al lavoro con Arcelor Mittal per migliorare l'offerta sia sotto l'aspetto ambientale sia sul fronte dell'occupazione.

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