Decreto dignità, perché quelle del governo secondo me sono solo chiacchiere

Decreto Dignità Gariglio PD giochi Piemonte

Decreto Dignità Gariglio PD giochi Piemonte

(Teleborsa) - Non si placano le polemiche sul Decreto dignità, ormai da giorni al centro della bufera. "La sola abolizione dei voucher sembrerebbe spiegare una quota consistente, attorno al 15%, dell'aumento del lavoro a termine intervenuto dal secondo trimestre 2017", ha spiegato il direttore generale davanti alle commissioni Lavoro e Finanze della Camera.

Il decreto dignità "pur perseguendo obiettivi condivisibili" rende "più incerto e imprevedibile il quadro delle regole" per le imprese "disincentivando gli investimenti e limitando la crescita".

Previste anche multe per la somministrazione fraudolenta e comprendendo questo tipo di contratti, quando a scadenza, nel calcolo del 20% dei contratti a termine che una azienda può stipulare rispetto alla sua forza lavoro complessiva; e poi il ritorno dei voucher che, per l'agricoltura, potranno essere utilizzati in un arco temporale di 10 giorni anziché i 3 giorni attuali. Il rischio, ora, è che ci sia una corsa ai rinnovi dei contratti da parte delle aziende che puntano, prevedibilmente, ad aggirare l'ostacolo delle causali, e prendendo così tempo in vista della riorganizzazione dei propri organici a seguito delle nuove norme. Una misura in sé accattivante, ma di fatto miope, dannosa, controproducente: i tanti giovani assunti nell'edilizia torneranno a casa per il semplice fatto che i cantieri hanno natura temporanea e le aziende non possono permettersi di assumerli a tempo indeterminato.

"Dopo anni di precariato, e di leggi che hanno massacrato i lavoratori", - prosegue - è ormai evidente che queste politiche non hanno aiutato nessuno: né i lavoratori, né gli imprenditori. Lasciati alle spalle i ritardi nella presentazione del provvedimento in Cdm e gli imbarazzi per i fantomatici 8mila posti di lavoro in meno all'anno inseriti nella relazione tecnica, le modifiche che la maggioranza intende apportare nella legge di conversione del Dl 87/2018 sono un boomerang per chi, come Luigi Di Maio, ha sventolato la "necessità" e "l'urgenza" procedurale nella stretta ai contratti a termine.

In particolare l'associazione di viale dell'Astronomia chiede di cancellare le causali, che sono "il punto più critico, aumentano il contenzioso e non sono una vera tutela per il lavoratore", poiché nei fatti hanno potenziali effetti negativi sull'occupazione.

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