Google nel mirino dell'Ue per il sistema Android

ApprofondimentiEconomiaMulta-record dall’Ue per Google. Dovrà pagare 4,3 miliardi di euro per Android Di Anna Pedri- 18 luglio 20182950

ApprofondimentiEconomiaMulta-record dall’Ue per Google. Dovrà pagare 4,3 miliardi di euro per Android Di Anna Pedri- 18 luglio 20182950

Al giorno d'oggi, prosegue Google, è grazie ad Android che abbiamo a disposizione più di 24.000 dispositivi di 1.300 marchi differenti, che coprono tutte le fasce di prezzo: tutti questi sono device diversi, ma con una cosa in comune, ossia la possibilità di eseguire le stesse applicazioni.

La decisione prende in considerazione una parte fondamentale della strategia aziendale di Google negli ultimi dieci anni, mettendo fuori legge le restrizioni sul sistema operativo Android che presumibilmente imponeva il suo dominio nella ricerca online nel momento in cui i consumatori passavano dal desktop ai dispositivi mobili.

Un'altra multa record per Google dalla Commissione Ue, la più alta mai comminata. La sanzione ammonta a quasi il doppio di quella già rilevante che la Ue inflisse a Google lo scorso anno: 2,4 miliardi di euro per aver favorito il suo servizio di comparazione di prezzi Google Shopping a scapito degli altri competitor. "Ricorreremo in appello contro la decisione della Commissione", afferma un portavoce di Google, Al Verney.

Google, secondo la commissione Antitrust avrebbe obbligato i produttori di smartphone (l'80% del mercato) che volevano usare il sistema operativo Android a preinstallare le app Google Search e Google Chrome, i produttori di smartphone ci avrebbero guadagnato l'accesso allo Store Google Play e incentivi economici per rimanere nella "famiglia" Android.

Inoltre, la casa di Mountain View avrebbe impedito ai produttori che desiderassero preinstallare le app di Google di vendere anche un solo apparecchio mobile che funzionasse con versioni alternative di Android, non approvate da Google (le cosiddette Android forks). Il caso in oggetto riguarda tre tipi di restrizioni che Google ha imposto ai produttori di dispositivi mobili che utilizzano Android e agli operatori di rete per fare in modo che il traffico che transita su tali dispositivi venga indirizzato verso il motore di ricerca di Google. Ma ovviamente Pichai non è dello stesso parere, sostenendo che ogni utente Android installa normalmente circa 50 app di propria iniziativa ed è ovviamente in grado di disinstallare le app preinstallate. "Agendo in questo modo - continua - Google ha utilizzato Android come strumento per consolidare la posizione dominante del proprio motore di ricerca".

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