Bufera relazione tecnica INPS. Salvini a Boeri, "dimettiti"

Decreto Dignità, Di Maio: «Nessuna accusa ma cerchiamo la

Decreto Dignità, Di Maio: «Nessuna accusa ma cerchiamo la "manina"»«Complotto delle lobby

"Così non è e va beh, noi siamo al governo e mi dispiace per chi ha perso le elezioni".

Senza scendere nella cronaca degli ultimi giorni sul c.d.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha invitato il presidente dell'INPS Tito Boeri a dimettersi. La possibilità che non ci siano rinnovi di contratti è molto realistica. Sono quelli che prevede la relazione del Decreto dignità. Sulle pensioni, "quota 100 costa fino a 20 miliardi l'anno, a seconda del requisito anagrafico". Certo, a queste condizioni, la presenza di immigrati, in particolare a tempo limitato, è una vera manna per il bilancio dell'Inps. Ma anche ai leghisti, per via dello scontro sulla riforma Fornero.

È scontro sempre più aperto tra Tito Boeri e Matteo Salvini.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano.

Nel primo anno d'incarico, infatti, la spesa complessiva per le spese di vitto e alloggio è stata pari a 37.726 euro; soldi che Boeri ha anticipato di tasca propria salvo poi essere rimborsati dai conti pubblici. Altro punto secondo me fondamentale, e direi per certi versi rivoluzionario, riguarda la possibilità di erogare sanzioni alle aziende che hanno percepito aiuti dallo Stato e hanno poi delocalizzato la produzione, o a quelle che, pur rimanendo in Italia, dopo aver ottenuto le sovvenzioni, hanno licenziato oltre il 10% dei dipendenti.

Per non parlare, caro Boeri, delle sue posizioni sull'immigrazione e del fatto che sarebbero gli immigrati a pagare le pensioni, dimenticando non solo la reciprocità, ma che nell'equilibrio dei conti di assistenza il fenomeno pesa eccome. Un bel progresso in termini di liberalismo! Lo afferma il presidente Inps Tito Boeri in una nota. Utilizzando le sue argomentazioni di cui sopra, gli sembra evidentemente normale che i nostri giovani vadano a rinsaldare i bilanci degli istituti previdenziali di altri paesi affetti, come il nostro, da decremento demografico: cioè che vadano a pagare le pensioni a tedeschi, inglesi, svizzeri, francesi, olandesi, ecc.

In mattinata i due ministri Tria e Di Maio avevano diffuso una nota congiunta: "Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, non ha mai accusato né il Ministero dell'Economia e delle Finanze né la Ragioneria Generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al dl dignità". Si tratta di una situazione curiosa di cui la sinistra non si è mai fatta carico, anzi, ancora oggi si pensa che sia bello parlare di emarginazione, dei diritti dei più deboli e quant'altro, dal comodo di salotti borghesi e di verande in prima fila sulle rive più esclusive. Soprattutto colpisce l'incapacità di comprendere (e la sapienza nel confondere) cause ed effetti, pagliuzze con travi.

Il testo prevede norme sul lavoro, le imprese e il gioco d'azzardo.

In queste ore le tensioni sono tornate a salire. Nega attriti con il titolare dell'economia, Giovanni Tria, e dopo aver già respinto le accuse di "complotto" sulla questione della stima di 8.000 posti di lavoro persi l'anno a seguito del decreto dignità, sull'ipotesi di dimissioni a seguito del persistere di dissapori con il governo è netto: "Dimissioni?" E le pagine dei quotidiani nazionali sono zeppi di polemiche sulla vicenda. Di Maio ribatte: "C'è un altro numero invece: 8mila".

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