Spiagge sicure 2018, ecco il piano di Salvini

Prime Minister of Hungary Viktor Orban visits Berlin

Prime Minister of Hungary Viktor Orban visits Berlin

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha chiesto alle autorità territoriali competenti di operare una stretta sul riconoscimento dei permessi di soggiorno per motivi umanitari.

La sollecitazione riguarda, come detto, i permessi di soggiorno per motivi umanitari, una forma più leggera di diritto d'asilo che spetta a persone in condizioni accertate di difficoltà umanitaria.

Salvini annuncia inoltre lo spostamento di 42 milioni di euro dal capitolo accoglienza ai rimpatri.

Primo obiettivo della circolare, "la riduzione dei tempi per l'esame delle istanze, ai quali è strettamente collegata la durata della permanenza nei Centri di accoglienza; i lunghi tempi di attesa infatti, oltre ad essere lesivi dei diritti di chi fugge da guerre o persecuzioni, non consentendo un rapido riconoscimento della protezione internazionale, comportano rilevanti oneri a carico dell'Erario".

A poco serve ricordare che le persone soccorse-sbarcate, in questi primi sei mesi del 2018, sono fortemente diminuite (circa il 70%) rispetto allo stesso periodo del 2017 (già in diminuzione rispetto al 2016). In pratica, per donne incinte, bambini, migranti feriti durante il viaggio o persone con disabilità e problemi di altro tipo sarà molto più difficile ottenere la protezione internazionale.

Salvini ha inviato una circolare ai prefetti e ai presidenti delle Commissioni territoriali, in cui invita le commissioni alla "necessaria rigorosità dell'esame delle vulnerabilità degne di tutela".

Anche se i dati forniti dai singoli Stati si riferiscono al 2015 e al 2016, lo scenario europeo è inquietante. "La tutela umanitaria, concessa inizialmente per due anni, viene di fatto generalmente rinnovata in assenza di controindicazioni soggettive, in via automatica e senza il pur previsto riesame dei presupposti da parte delle Commissioni".

Salvini auspica che le procedure siano più veloci e che l'esame delle domande presentate dai migranti sia più rigoroso. Così, per tentare di arrestare queste partenze si torna a parlare di blocchi navali, di respingimenti in mare e di hot spot sulle coste libiche, tunisine, forse egiziane, per "filtrare" gli stranieri e dare il lasciapassare solo a quelli che hanno "diritto di asilo".

Si chiama protezione umanitaria ed è uno status che, attualmente, in Italia viene concesso al 28% dei migranti. Sembrano proprio loro, in effetti, i veri bersagli di questa circolare del ministro dell'Interno, anche se - nel corso della giornata - Matteo Salvini ha smentito questa circostanza.

Recommended News

We are pleased to provide this opportunity to share information, experiences and observations about what's in the news.
Some of the comments may be reprinted elsewhere in the site or in the newspaper.
Thank you for taking the time to offer your thoughts.