Salvini a Pontida, tra proclami e bagno di folla - Primopiano

Si dice "pronto a ignorare uno zero virgola dell'Europa". "Siamo noi - ha aggiunto - a dirgli‎ 'giù le mani dalle nostre tradizioni e dalla nostra cultura', che non sono quelle di un chiuso borgo medievale ma quelle della luce dell'umanesimo, del cristianesimo solidale e senza spada, della pluralità e della tolleranza". Assenti invece dietro al palco Umberto Bossi e Roberto Maroni. Sulla svolta europeista, la rivoluzione copernicana di Salvini, che ora più che a uscire dall'Europa, punta a esportare il modello della Lega nel vecchio continente, Salvini garantisce: "Noi abbatteremo il muro di Bruxelles". "La vita è troppo breve, lasciamo che siano gli altri ad odiare e rosicare e ad esaurire le scorte di Maalox. E noi abbiamo solo il tempo di costruire". Quanto ai rapporti con gli alleati Cinnquestelle: "Sono contento e soddisfatto del lavoro del Governo Lega-M5S. Sono venuta ad ascoltare un comizio di Salvini perchè non l'avevo mai visto dal vivo; finalmente la Lega ha il successo meritato e si trova a governare questo Paese". I più giovani hanno passato la notte accanto al "sacro prato". "Io voglio dar voce a un altro tipo di Europa, l'Europa della speranza, del lavoro e della certezza. Ciascuno di voi è mio fratello e mia sorella: i figli di ciascuno di voi sono figli miei". E ancora: "Un popolo così cambia la storia. Così come le tasse da abbassare assolutamente". Per vincere occorreva unire l'Italia, come occorrerà unire l'Europa.

"Spero che entro l'estate ci sarà la legge e cancellare gli sconti di pena per assassini e stupratori", ha quindi affermato dell'Interno. Non dovrà esistere nessuna pietà.

Poi il segretario ha parlato del contratto di governo. "Da Pontida arriva l'avviso - è lo slogan di Salvini - anche per mafiosi e camorristi è finita la pacchia". "Via dalla Sicilia e dalla Lombardia", ha annunciato poi il vicepremier parlando del suo appoggio all'antimafia, diversa da quella di chi fa milioni con "l'antimafia delle parole". E poi l'elogio della famiglia tradizionale e il no all'utero in affitto: "Non siamo qui per portare via diritti a nessuno. Ognuno a casa sua fa quello che vuole ma io difendo i bimbi che hanno il diritto di avere una mamma e un papà e le donne che non sono uteri in affitto", ha poi detto Salvini dal palco. Il tema dei migranti torna ciclicamente nel discorso.

Rispondendo a chi gli chiedeva che cosa ne pensasse delle parole del presidente della Camera Roberto Fico, per il quale i porti dovrebbero rimanere aperti alle ong che soccorrono i migranti, il leader del Carroccio spiega: "Rispetto le opinioni di tutti, ma c'è un governo che fa e c'è un ministro che fa". E ringrazia la guardia costiera della Libia che "nel silenzio dei media ha soccorso più di mille disperati che stavano rischiando di annegare e li hanno riportati in Libia". Poi un'assicurazione a tutti. "Lunga vita umana e professionale ai Gad Lerner, agli Eugenio Scalfari e ai Michele Santoro".

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