Rinnovabili, accordo Ue su obiettivo 32% entro 2030

Ue: rinnovabili al 32%

Ue: rinnovabili al 32%

Si è chiusa a tarda notte la trattativa tra Consiglio, Parlamento e Commissione sull'accordo per la Direttiva Rinnovabili RED II, che ha portato al 32%, dal 27% precedentemente previsto, l'obiettivo al 2030 di produzione di energia da Fonti Rinnovabili con clausola di revisione al 2023. L'intesa prevede anche un alleggerimento dei costi per i cittadini che vogliono produrre energia pulita per l'autoconsumo.

L'accordo fissa il target di rinnovabili nei trasporti al 14%, e al 3,5% quello per i biofuel avanzati (cioè da residui e non da colture alimentari) e introduce criteri di sostenibilità per l'impiego delle biomasse forestali. "L'obiettivo di crescita al 32 per cento è però troppo basso".

Nella direttiva ci sono anche novità per i sistemi di incentivi nazionali, come il divieto di modifiche retroattive ai regimi di sostegno che incidono negativamente sui diritti conferiti e sulla sostenibilità economica di progetti già approvati. "L'accordo consentirà ai Paesi e alle imprese di continuare a classificare come rinnovabili alcune bioenergie non sostenibili, spianando la strada all'abbattimento di altri alberi e alla deforestazione di foreste pluviali per la produzione di biocarburante".

La priorità politica dellUe è dunque chiara: diventare leader nelle rinnovabili – per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati - e mantenere il suo ruolo di guida nella lotta contro il cambiamento climatico, nella transizione verso lenergia pulita e nel raggiungimento degli obiettivi fissati dallAccordo di Parigi. Obiettivo comune è la creazione di "un ambiente favorevole per accelerare gli investimenti pubblici e privati nell'innovazione e nella modernizzazione in tutti i settori chiave delle rinnovabili", con la creazione di nuovi posti di lavoro.

"Questo accordo è una vittoria conquistata a fatica nei nostri sforzi per sbloccare il vero potenziale della transizione verso l'energia pulita in Europa". "Le energie rinnovabili sono un bene per l'Europa, e oggi l'Europa è avanti sulle fonti rinnovabili", dichiara Miguel Arias Canete, commissario per l'Energia e il Clima. Pertanto, si auspica Canete, che il Parlamento europeo e il Consiglio Ue continuino "a negoziare con lo stesso impegno e a completare il resto delle proposte".

L'accordo provvisorio individua un sotto-obiettivo con un aumento annuo dell'1,3% delle energie rinnovabili per gli impianti di riscaldamento e raffreddamento, calcolato su un periodo di 5 anni a partire dal 2021.

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