Imu e Tasi: le imposte sugli immobili

Imu e Tasi 2018 scadenza: quando scade? Ecco requisiti per esenzione e tutte le info utili

Imu e Tasi 2018 scadenza: quando scade? Ecco requisiti per esenzione e tutte le info utili

Piccola buona notizia: quest'anno ci sono due giorni in più per pagare Imu e Tasi, visto che il "tradizionale" 16 giugno cade di sabato e quindi si è deciso di posticipare tutto al primo lunedì disponibile. Aprendo una parentesi sui terreni agricoli, si deve versare l'IMU nel caso in cui si tratti di un possedimento che non si utilizza direttamente. Il versamento della rata a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno - in scadenza il 17 dicembre 2018 - va eseguito, a conguaglio, sulla base delle nuove aliquote eventualmente deliberate dal Comune e pubblicate sul sito del ministero delle finanze.

Imu e Tasi 2018, chi deve pagare?

In ogni caso, i pagamenti possono essere effettuati sia con addebito sul proprio conto corrente, sia in contanti, ma anche con assegni o bancomat attraverso F24, tramite banche o Poste Italiane. Quest'anno il calcolo dell'importo dell'Imu e Tasi non dovrebbe comportare particolari difficoltà in virtù del fatto che non vi sono stati cambiamenti relativi alla disciplina dei due tributi, tuttavia bisognerà stare attenti alla possibilità che si siano verificate delle modifiche agli immobili come ad esempio l' attribuzione di una nuova rendita catastale, la locazione dell'appartamento prima adibito ad abitazione principale, e cosi via. Per la compilazione del modello ci si può rivolgere ai professionisti abilitati (commercialisti o Caf).

Il TAX POLICY REFORM 2017 pubblicato dall'OCSE certifica come in relazione al PIL, il mix di patrimoniali formato da imposte dirette ed indirette sul mattone, sulle transazioni finanziarie e di capitali e sulle successioni e donazioni spinge l'Italia al decimo posto tra tutti i Paese aderenti e con 5 Stati dell'Unione Europea che la precedono (ovvero hanno una tassazione maggiore). Condividono l'esenzione le pertinenze, che sono ammesse nel limite massimo di tre unità immobiliari, purchè ciascuna appartenente ad una diversa categoria catastale, tra C2, C6 e C7.

Uno studio dell'EUROSTAT ha indicato che nel 2015 sette persone su dieci nell'area UE disponevano di una abitazione di proprietà, più di un quarto (26,9 %) stava pagando un mutuo, mentre più dei due quinti della popolazione (42,5 %) risiedevano in un'abitazione di proprietà senza pagare un mutuo. In questo caso a pagare sarà il possessore perche' per l'utilizzatore è un'abitazione principale.

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