Flat Tax per le imprese già nel 2019

La flat tax sui redditi di impresa esiste da qualche decennio - attacca Luigi Marattina (Pd) - Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali. È importante evidenziare che a partire dal secondo scaglione in poi (quindi in caso di reddito maggiore rispetto a quello con aliquota base), si applica l'aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito. E a ridurla - dal 27,5% al 24% - è stato il governo Renzi.

Dunque il conto è presto fatto, la flat tax per le famiglie (la tassa che secondo tutti gli studi indipendenti comporterà un guadagno netto per i più ricchi) partirà solo dal 2020. Nel caso il futuro sottosegretario bagnai si riferisse, invece, agli utili di impresa delle società di persone, anche quella esiste già: "si chiama iri, e l'ha fatta sempre il governo Renzi". Per quanto riguarda gli stipendi inferiori, si dovrebbe rientrare nella no tax area e sarebbero previste delle clausole salvaguardia fino ai 15 mila euro: la possibilità data ai contribuenti di scegliere, qualora non convenisse, di rimanere con il precedente sistema tributario. "Anche per le famiglie", spiega in una intervista oggi al Corriere della Sera Armando Siri, collaboratore stretto di Matteo Salvini, e ideatore della flat tax del governo.

Ma a criticare Bagnani sono anche gli ex "alleati" di Forza Italia: "Sono chiacchiere che già disattendono il loro contratto e certamente disattendono il programma del centrodestra". Ecco perché ho presentato una proposta di legge per innalzare a 50mila euro di reddito annuo la soglia per professionisti e piccole partite Iva per aderire al cosiddetto regime forfettario (regime dei minimi) che già prevede una tassazione piatta del 15% sostitutiva di Irpef e Iva.

La flat-tax è il cavallo di battaglia della Lega, il partito di destra vuole applicarla sia alle imprese che alla famiglia, ma cerchiamo di capire come funziona.

"È assolutamente fuori discussione", replica Bagnai, indicato da una fonte politica come potenziale sottosegretario al Tesoro.

Prendendo però ad esempio gli ultimi "condoni tombali", quello del biennio 2002-2003 ha garantito poco meno di 13 miliardi di euro (il 160% di quanto atteso), mentre le "voluntary disclosure" varate tra il 2015 e lo scorso anno circa 7,75 miliardi.

".Per le famiglie cominceremo già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla", ha proseguito Siri, spiegando che la misura si applicherà prima ai nuclei numerosi. Cifre lontane dai 30-35 miliardi che auspica Siri, anche se l'emersione di redditi finora sfuggiti al fisco sarebbe in grado di produrre effetti benefici protratti anche negli anni a venire.

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