Fca, Marchionne punta deciso su Cassino. Ecco i piani futuri

Sergio Marchionne

Sergio Marchionne

Marchionne, come promesso, al Capital Markets Day mette una cravatta sotto il classico maglioncino per annunciare e celebrare la posizione finanziaria netta "positiva" entro fine giugno. Su questo appuntamento, dove ci sono aspettative enormi e anche qualche timore, vista la gamma di prodotti attualmente sfornati da Rivolta del Re, è intervenuto il numero uno della Fismic-Confsal, Roberto Di Maulo, che evidenzia come la Fca abbia il debito azzerato, ma la piena occupazione in Italia è un obiettivo ancora da raggiungere. Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita, ha detto una volta Oscar Wilde. Come è ormai noto, questo tipo di propulsore è oggetto di attenzione per il livello di inquinamento che produce, tanto che molti stati ed amministrazioni locali stanno definendo nuove regolamentazioni nelle quali viene vietata o fortemente ridotta la circolazione sui territori di loro competenza di autoveicoli con motori diesel.

Tra le ipotesi più gettonate figura la possibilità di combinare Alfa Romeo e Maserati in un'unica divisione. Fiat, dunque, riparte da qui, con un piano di investimenti previsto di investire 45 miliardi di euro nel periodo del piano industriale dal 2018 al 2022, di cui il 75% destinato ai brand globali.

"C'è un aspetto molto interessante su dove andremo a produrre la 500", aggiunge, riferendosi alle nuove versioni elettrica e alla Giardiniera.

Le notizie date oggi a investitori, giornalisti e sindacalisti dovranno quindi essere oggetto, per la Fiom, "di un confronto nazionale e unitario per tradurre gli annunci in un piano industriale e occupazionale negli stabilimenti italiani". Piuttosto, ha proseguito l'ad, "Investiremo 9 miliardi di dollari per l'elettrificazione dei nuovi prodotti". "Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dal petrolio, è una delle nostre priorità". "Ambiamo ad essere i primi a offrire tutto questa tecnologia al mercato retail" ha affermato Herald Wester, Chief Technical Officer di FCA. La decisione di terminare la produzione dei motori diesel per le autovetture entro il 31 dicembre 2021, determinata dalle limitazioni sul diesel decise nei vari paesi.

Per i marchi Fiat e Chrysler il destino sarà di mantenere il proprio ruolo nei mercati di riferimento, rispettivamente Europa e America. L'offensiva di prodotto Jeep prevede l'ingresso del marchio in tre nuovi segmenti: quello degli utility vehicle con una mini Renegade, nel segmento dei pick up e delle grandi SUV a sette posti.

A fine piano Jeep, Alfa Romeo, Maserati e RAM rappresenteranno circa l'80% dei ricavi del gruppo FCA rispetto al 65% attuale.

Il segretario della Fim-Cisl di Torino Claudio Chiarle è ottimista per il futuro dei 6mila addetti di Torino - tra Mirafiori e Grugliasco - e anzi si appella al nuovo governo affinché "emani entro un mese la nota integrativa per agganciare l'Ape alla Naspi e consentire a qualche centinaio di lavoratori di anticipare la pensione".

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