Ocse, giù il Pil dell'Italia: "Rischi dall'incertezza politica"

Meno ricchezza nel 2018. Nuovi guai per chi governa

Meno ricchezza nel 2018. Nuovi guai per chi governa

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha rivisto al rialzo le stime riguardanti il prodotto interno lordo (Pil) svizzero.

L'Ocse taglia lievemente le stime di crescita sull'Italia per quest'anno e il prossimo, mettendo in guardia dai possibili effetti negativi dell'incertezza legata alle politiche economiche. Così il nuovo 'Economic Outlook' dell'Ocse, che rivede al ribasso le precedenti stime sul Pil, dato al +1,5% quest'anno e al +1,3% il prossimo.

I dati mettono l'Italia in coda alla graduatoria di crescita di tutta l'area Ocse, al fianco del Giappone (1,2% per entrambi gli anni). Per migliorare la situazione, spiega sempre l'Ocse, l'Italia dovrebbe allora partire da due priorità: "Spostare il mix di spesa verso le infrastrutture e potenziare i programmi mirati contro la povertà per affrontare le ampie divisioni sociali e regionali stimolando al contempo la crescita". Sul fronte fiscale, si suggerisce "una riforma del sistema di tassazione sulle persone fisiche" che "dovrebbe mirare al contrasto all'evasione fiscale semplificando le agevolazioni fiscali e abbassando le aliquote per i redditi bassi, senza contrarre il gettito fiscale". "Anche la qualità della nuova occupazione è peggiorata - aggiunge - poiché i contratti a tempo rappresentano la maggior parte dei nuove posizioni lavorative".

La crescita dovrebbe essere sostenuta soprattutto dal settore dell'esportazione, afferma l'istituzione con sede a Parigi nel suo ultimo "Economic Outlook" pubblicato oggi. "Abbiamo raggiunto livelli simili ai livelli pre-crisi - ha poi aggiunto". Secondo l'OCSE, i consumi privati aumenteranno del 3,6% quest'anno e del 4% nel 2019.

E mentre in Italia di vocifera di uscita dall'Europa e cambiamento delle regole Ue, il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, non immagina un'Italia senza euro. "Buone notizie, ma ci sono ancora diverse sfide da affrontare", sottolinea ribadendo la necessità di "rifondare il multilateralismo" dinanzi ai rischi di nazionalismo, protezionismo e ripiegamento su se stessi. Ma dobbiamo cambiare la politica a causa di questo? E ancora: "Volatilità, aumento dello spread nel breve termine... quello che non possiamo fare è stabilire politiche di lungo termine in base a ciò che ogni giorno accade nei mercati, perché lo spread sale e il giorno dopo scende e il giorno dopo risale..."

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