Di Maio: "È l'ora del coraggio o della paura"

Stefano Rellandini  Reuters

Stefano Rellandini Reuters

Ma ciò che più irrita Salvini è un senso di impotenza.

Secondo il quotidiano britannico "The Guardian" la reazione degli italiani rispetto alla prospettiva che un partito anti-istituzionale come i 5 Stelle si unisca a un rivale di destra come la Lega, per formare un nuovo governo, è piuttosto distaccata. "Prima gli italiani, o si cambia o si vota".

Questa battaglia il M5S e l'aspirante premier la ripropongono adesso nel contratto di Governo, in merito al quale cercano l'accordo pieno con la Lega. Se andasse a finire così, si tratterebbe di un alibi in piena regola per giustificare il "naufragio" di un patto che, un po' come la tela di Penelope, viene stranamente disfatto e sfilacciato da una mano misteriosa proprio sul più bello.

Alcuni annusano aria brutta già dalla scorsa settimana, da quando hanno capito che il passo di lato di Silvio Berlusconi si sarebbe tradotto in opposizione: insostenibile per Salvini che ancora oggi non vuole rompere l'alleanza di centrodestra. Il vicepresidente ha spiegato che la Commissione Ue raccomanderà all'Italia di ridurre debito e deficit, un "approccio" che la Commissione mantiene "indipendentemente dal governo che ci sarà", e che "è lo stesso di Mattarella che durante durante il processo di formazione del Governo ha enfatizzato la necessità di mantenere gli impegni europei". Infatti, si può notare come l'Italia sia sostanzialmente spaccata in due, tra un Settentrione a matrice "verde" e un Meridione a matrice "gialla". Uno stralcio che sicuramente farà discutere, a Francoforte, Bruxelles e nelle altri Capitali europee.

Sapelli racconta di essere stato contattato da ambedue i partiti e di aver dato la propria disponibilità, ma resta premier solo per qualche ora, finché dal M5S fanno sapere che non intendono puntare su di lui. Sarebbe stata al massimo una mossa propagandistica, utile forse a scacciare frasi fatte come quelle su un presunto Aventino ma nulla che fosse realmente utile al Paese, che è poi l'unica cosa che conta. Ha iniziato a essere conosciuto al grande pubblico nei mesi scorsi, quando il M5S annunciò che lo avrebbe fatto ministro della Pubblica amministrazione. Non ultima, nella bocca compare anche l'istituzione di un Comitato di Riconciliazione formato dai membri dei due partiti di governo e pronto a intervenire laddove le divisioni attuali si ripropongano all'interno del Consiglio dei Ministri. Ciononostante ci accusano di star perdendo tempo. SALVINI - "Anche io sono ottimista - dice Matteo Salvini - ma i giorni passano, sono ottimista ma anche realista". Il Financial Times che dice che Roma ha aperto le porte a nuovi barbari: ma come vi permettete? E più arrivano attacchi, più sono motivato ad andare avanti, perché vedo tanta paura in un certo establishment, tanta paura per il cambiamento. "Questo sabato e questa domenica ci vedremo nelle piazze con i gazebo M5S" dove "illustreremo punto per punto il contratto" annuncia poi Di Maio. Questo è il momento di avere coraggio, di andare fino in fondo e cambiare veramente le cose. Noi e i 5 stelle, se dovessimo partire con questa avventura, partiremo con un ambiente chiaramente ostile.

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