Sparatorie nel vibonese, killer in fuga

Spara in una casa e poi in un bar: un morto e quattro feriti nel Vibonese

Spara in una casa e poi in un bar: un morto e quattro feriti nel Vibonese

Quindi si è diretto nel vicino paese di Nicotera: qui ha freddato il 63enne Michele Valerioti in casa e ha ferito anche una donna.

Giuseppe Francesco Olivieri ha compiuto due diversi agguati a colpi di fucile in tre paesi del Vibonese, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz - Apps on Google Play] Limbadi, Caroni e Nicotera. Nella sparatoria è rimasta ferita anche una donna. In precedenza il presunto aggressore aveva sparato a tre persone a Limbadi, una delle quali era imparentata con la vittima. Inquest'ultimo caso, secondo una prima ricostruzione, l'individuo- di una trentina d'anni e a volto scoperto - è arrivato a bordodella propria auto. Quindi è sceso imbracciando un fucile da caccia e ha esploso un colpo sull'uscio del locale e un secondo all'interno. A quel punto si sarebbe allontanato sempre a bordo della propria vettura, dileguandosi.

I carabinieri di Vibo Valentia si erano messi alla ricerca dell'uomo già nella mattina dell'11 maggio e hanno cercato di individuarlo utilizzando due elicotteri. Sembra che le due sparatorie siano state compiute dalla stessa persona. La dinamica, stando a quanto riportato da Repubblica.it, sarebbe ancora poco chiara ma dalle prima informazioni pare che le località prese di mira e nelle quali è stato aperto il fuoco sarebbero Nicotera e Limbadi. Uno dei tre sarebbe ferito gravemente al volto. Nel 2015 era stato arrestato mentre stava innaffiando una piantagione di canapa indiana con 500 arbusti. Le indagini si concentrano su un giovane di trent'anni, legato da vincoli parentali con esponenti di spicco del clan Mancuso, e con fratello ucciso poco tempo dopo il figlio, appunto, di Giuseppa Mollese. "Ed è contro di loro che l'uomo ha sparato diversi colpi di fucile, per poi allontanarsi rapidamente". A Limbadi, invece, l'omicida ha sparato in un bar contro tre persone, Pantaleone D'Agostino, Pantaleone Timpano e Francesco di Mundo. Gli investigatori sono al lavoro per accertare se tra i delitti di allora e quanto successo oggi vi possa essere un collegamento.

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