Rapporto Ispra su pesticidi nelle acque, allarme glifosate

Pesticidi, 259 quelli trovati nelle acque in Italia: “I rischi sono ancora sottostimati”. Cala la vendita di prodotti tossici

Pesticidi, 259 quelli trovati nelle acque in Italia: “I rischi sono ancora sottostimati”. Cala la vendita di prodotti tossici

"Serve uniformare i controlli su tutto il territorio nazionale - aggiunge Angelo Gentili, responsabile Agricoltura di Legambiente - attuando quanto previsto dalla legge 132 del 2016 per la protezione dell'ambiente, oltre che investire maggiormente su ricerca e innovazione per l'agroecologia, verso tecniche e metodi di produzione che riducano drasticamente la dipendenza dall'uso di prodotti fitosanitari".

Il centro studi del Ministero dell'Ambiente ISPRA ha presentato l'edizione 2018 del Rapporto nazionale pesticidi nelle acque.

La marcia 'Stop Pesticidi' - "I dati del rapporto Ispra mettono in luce una situazione sempre più preoccupante che contribuisce in maniera determinate all'inquinamento che ancora oggi grava su fiumi, laghi e falde", commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, che sottolinea come la strada sia ancora lunga "nonostante la crescita esponenziale dell'agricoltura biologica e di pratiche sostenibili che stanno dando un contributo importante alla riduzione dei fitofarmaci, al ripristino della biodiversità e alla salute dei suoli".

Nelle acque superficiali, il Glifosate insieme al suo metabolita AMPA, è l'erbicida con il maggior numero di superamenti di limite consentito.

"Da troppo tempo il settore agricolo è considerato una specie di 'zona franca' rispetto all'applicazione di norme adeguatamente severe per la protezione dell'ambiente e delle acque: una situazione che non siamo più disposti ad accettare - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Chiediamo all'assessore regionale Rolfi un deciso intervento". Si collocano al di sopra: Veneto con oltre 10 kg/ha, Provincia di Trento, Campania ed Emilia Romagna che superano gli 8 kg/ha e Friuli-Venezia Giulia 7,6 kg/ha.

"Gli erbicidi, in particolare, rimangono le sostanze riscontrate con maggiore frequenza - avverte l'Ispra - principalmente per le modalità ed il periodo di utilizzo che ne facilita la migrazione nei corpi idrici, ma aumenta significativamente anche la presenza di fungicidi e insetticidi". La maggior presenza di pesticidi nelle acque si riscontra nella pianura padano-veneta, dove le indagini delle Arpa regionali sono più approfondite (più rilevamenti, più sostanze ricercate). Nelle acque sotterranee è elevata in Friuli (81%), in Piemonte (66%) e in Sicilia (60%). Sono oltre 35 mila i campioni di acque superficiali e sotterranee analizzate in Italia nel biennio 2015-2016, per un totale di quasi 2 milioni di misure analitiche e 259 sostanze rilevate (erano 224 nel 2014). Nel resto del paese la situazione resta ancora abbastanza disomogenea: non sono pervenute informazioni dalla Calabria, e in altre Regioni la copertura territoriale è limitata, così come resta limitato il numero delle sostanze ricercate.

L'unica nota positiva che emerge dal rapporto è che le vendite di prodotti fitosanitari in agricoltura hanno subito un calo del 36-37% dal 2003 al 2016, anche se negli ultimi 2 anni si registra una piccola ripresa.

La media nazionale delle vendite riferite alla superficie agricola utilizzata (Sau) è pari a 4,6 chili di prodotti chimici per ettaro. Esiste un problema di diffusione e standardizzazione dei monitoraggi e il Mezzogiorno risulta in forte ritardo, con alcune eccezioni: a Ragusa e dintorni sono state cercate circa 200 sostanze, nel Lazio le analisi hanno rivelato un buono stato delle acque superficiali. In una regione ad alta intensità agricola e zootecnica come la Lombardia è arrivato il momento di mettere un argine alle incursioni dell'agroindustria sui campi i cui prodotti sono destinati a diventare alimenti. "Specialmente nelle acque sotterranee la contaminazione persiste. E ancora, a 25 anni dalla revoca, l'atrazina e i suoi metaboliti".

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