Smog: Oms, causa 7 mln di morti all'anno

Rapporto Oms con stime sui dati di 4.300 città in 100 paesi

Rapporto Oms con stime sui dati di 4.300 città in 100 paesi

Solfati, nitrati e carbone nero, scorie create dal traffico, dalle lavorazioni industriali, dagli impianti per produrre energia e dalle aziende agricole.

Nel mondo il 90% della popolazione respira inquinanti a un tasso superiore a quello giudicato massimo per la salute. Si ammalano di asma, cancro ai polmoni, malattie cardiovascolari, infarto e un disturbo cronico ostruttivo dei polmoni.

L'ultimo rapporto stilato dall'organizzazione Onu evidenzia che le aree del pianeta più esposte all'inquinamento atmosferico sono quelle più povere, principalmente in Africa e in Asia, sia nelle zone urbane che rurali.

I dati dell'Organizzazione Mondiale della Salute mettono i brividi.

L'altra aggravante del fenomeno è l'inquinamento delle case.

Circa 3 miliardi di persone non hanno ancora accesso a combustibili e tecnologie di cottura puliti nelle loro case ed è questa la principale fonte di inquinamento atmosferico domestico.

Le nuove stime aggiornate rivelano un allarmante bilancio, con 7 milioni di morti causati sia dall'inquinamento atmosferico esterno che da quello domestico.

"Molte delle mega città del mondo superano i livelli della qualità dell'aria dell'Oms di cinque volte", particolarmente nella regione Mediterranea orientale e nel Sud Est asiatico, dice Maria Neira, direttore del dipartimento di Salute pubblica e Determinanti sociali e ambientali della salute dell'Oms e tra gli autori dello studio. L'Oms riconosce l'inquinamento atmosferico come un fattore di rischio critico per le malattie non trasmissibili (Ncd), causa del 24% di tutte le morti per attacco cardiaco, del 25% degli ictus, del 43% dei decessi per malattie polmonari ostruttive e del 29% dei tumori al polmone.

"Non è accettabile che nel mondo 3 miliardi di persone, per la maggior parte donne e bambini, respirino ancora fumi mortali derivanti dall'utilizzo di stufe inquinanti negli ambienti domestici".

L'Oms ricorda che l'inquinamento dell'aria non ha confini e per combatterlo occorrono azioni di governo coordinate a tutti i livelli. "Se non intraprendiamo azioni urgenti, non raggiungeremo mai l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile".

I dati dell'OMS hanno mostrato i progressi straordinari compiuti dalla Cina, dove gli investimenti in energia pulita, un piano nazionale contro l'inquinamento dell'aria e i rigidi standard sulle emissioni hanno portato a un calo di PM2.5 del 30% dal 2013 al 2016. I paesi hanno bisogno di lavorare insieme su soluzioni per il trasporto sostenibile, la produzione e l'uso di energia rinnovabile più efficienti e la gestione dei rifiuti.

Le misure che mirano a ridurre il nostro consumo di carbone, gas e petrolio citano spesso i potenziali benefici per la salute - e relativi risparmi sui costi - legati ad un minore inquinamento atmosferico. Per assicurare aria pulita per tutti e salvare vite umane, i governi devono stabilire con urgenza scadenze improrogabili e piani d'azione per raggiungere gli obiettivi di qualità dell'aria.

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