Kim e Moon: solo un anno fa era una "pace" impensabile

La Corea del Nord vista da

La Corea del Nord vista da

Forse non tutti ricordano che a fine marzo il dittatore nord coreano Kim Jong-un volò a Pechino per sentirsi dire di smetterla di giocare al bombarolo e di recuperare la necessaria moderazione. La Casa Bianca ha espresso la speranza che il summit porti "progressi verso un futuro di pace e prosperità per l'intera penisola coreana". Si tratta della prima visita di Stato di un leader nordcoreano in Corea del Sud. Alla domanda di un cronista se il governo di Tokyo sarà informato sui dettagli da Seul, Suga ha risposto che le due diplomazie coordineranno congiuntamente gli sviluppi. "Le armi atomiche nordcoreane valgono più della semplice normalizzazione delle relazioni con gli Usa", sostiene Lee Soo-hyuck. "Siamo legati dal sangue e i compatrioti non possono vivere separatamente", ha aggiunto. Lee ha detto al quotidiano hongkonghese South China Morning Post che Kim vuole "presentare al mondo la Corea del nord come uno Stato normale e, eventualmente, aprire i suoi mercati, per questo intende negoziare con Seoul e Washington".

I gesti le parole pronunciate dai due leader sono beneauguranti e lasciano aperta la prospettiva di un dialogo che continuerà e che potrà produrre frutti concreti: "Ci sono due obiettivi dichiarati: il disarmo nucleare e la sigla di un vero trattato di pace, per sostituire l'armistizio firmato nel 1953". Con un Kim che in tasca potrebbe avere un risultato storico e clamoroso, quasi da Nobel per la pace.

Soffiano venti di pace sul 38mo parallelo: in un vertice che potrebbe davvero entrare nella Storia, il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e il leader del nord, Kim Jong-un, hanno dichiarato "finita la guerra" e si sono impegnati per "una Penisola libera dalle atomiche, attraverso una completa denuclearizzazione".

Oggi la Chiesa in Corea può cantare il magnificat: "Seguendo il summit in Tv la commozione è stata forte e i fedeli sono ancora emozionati".

La combinazione della manodopera a basso costo nordcoreana e del know-how infrastrutturale sudcoreano renderebbe possibile investimenti miliardari, in vista della riunificazione.

"Una nuova storia da ora in poi".

Gli ostacoli non sono pochi e sono relativi soprattutto alla de-nuclearizzazione, alla quale i principali attori coinvolti attribuiscono significati differenti.

Nel 2017, Pyongyang ha effettuato il test nucleare finora più potente e ha sperimentato missili balistici intercontinentali (Icbm), mettendo teoricamente alla sua portata il territorio continentale degli Stati Uniti. Moon lo ha atteso sorridente sul cordolo di cemento che segnala il confine: i due hanno posato per i flash dei fotografi a immortalare l'evento. Alla Peace House, luogo scelto per i negoziati, si è tenuta la cerimonia di benvenuto e i due leader hanno passato in rassegna il picchetto d'onore e presentato le rispettive delegazioni. Kim non ha quindi concesso nulla di significativo su questo punto e attende di incontrare Trump prima di fare promesse più serie. Come evidenziato dalle contraddittorie mosse degli ultimi mesi, la sua amministrazione non ha una strategia chiara sulla Corea del Nord. Nel 1950 Pyongyang con l'appoggio di Mosca invase Seul nel tentativo di riunificare la penisola sotto il suo regime.

Le due Coree hanno concordato che il presidente Moon Jae-in debba visitare Kim Jong-un a Pyongyang in autunno. L'attacco frontale venne sferrato il 25 giugno 1950, e la data non fu casuale: il primo anniversario della repressione che, nella Corea del Sud, aveva cancellato il Partito Comunista Coreano.

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