Domani corteo del Primo Maggio

Primo maggio, Cgil Cisl Uil a Napoli scelgono piazza del Gesù

Primo maggio, Cgil Cisl Uil a Napoli scelgono piazza del Gesù

Preoccupa ed allarma. Perché manca una strategia nazionale di prevenzione e di contrasto al fenomeno.

Come sappiamo, la nostra Costituzione mette il lavoro al primo posto, riconoscendolo come uno degli elementi fondanti della dignità umana.

Quanto al primo è ormai indispensabile che si affronti una volta per tutte la fuoriuscita delle migliaia di lavoratori e di lavoratrici dalle varie forme di precariato che ancora oggi sono causa di incertezza e di preoccupazione per intere famiglie.

Qualche decennio fa la legislazione in materia si occupava soprattutto di mettere in regola le macchine per la produzione e di riflesso si considerava tutelata anche la salute e sicurezza degli addetti.

Fortunatamente questo cambiamento in positivo non si fermò ai confini francesi e, nonostante la risposta repressiva di molti governi, il 1° maggio del 1890 registrò un'altissima adesione: un esempio è quello del nostro Paese, nel quale la prima celebrazione della festa dei lavoratori [VIDEO] si tenne a Roma nel 1890, occasione in cui la città venne interamente militarizzata dalle forze dell'ordine.

Il 1 maggio con le parti sociali non festanti e nostalgiche verso un passato che non tornerà, ma costruttori di un nuovo modello sul quale rigenerare la Provincia di Frosinone. "Non è giusto e non è tollerabile che si possa morire sul lavoro" dichiarano i segretari provinciali di CGIL, Giovanni Timoteo, CISL, Fabio Benintendi, e UIL, Emidio Angelini.

"Assistiamo quotidianamente al diffondersi di notizie riguardanti episodi infortunistici gravi e mortali nei luoghi di lavoro, dal nord al sud dell'Italia".

Inoltre, si apprestano al lancio dell'iniziativa #lafestanonsivende, per ricordare che non è obbligatorio lavorare nei giorni di festività al punto che il lavoratore può rifiutarsi senza incorrere in sanzioni (la Corte Costituzionale ha approvato il diritto di astenersi dal lavoro nelle festività riconoscendo il diritto di godimento del giorno festivo). In Belgio e in Germania e in altri Paesi in quegli anni, si reclutavano operai italiani, giovani, da destinare alle miniere di carbone. Perché al di là del ricordo e della storia dell'istituzione di questa festa, i dati sempre più impietosi sull'occupazione lasciano davvero poco spazio ai festeggiamenti. A metà Ottocento era frequente che i turni arrivassero anche a 16 ore al giorno e i casi di morte sul lavoro fossero frequenti, quotidiani. Per questi motivi le risorse comunitarie assegnate alla nostra Regione non dovranno essere più riconsegnate alla UE ma impegnate per favorire condizioni di crescita e sviluppo della nostra terra.

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