Napoli, Sarri: "A Firenze un crollo nervoso. L'errore? Pensare alla Juve"

Papà Sarri 'Io tifo Fiorentina Maurizio già da piccolo amava il Napoli'

Papà Sarri 'Io tifo Fiorentina Maurizio già da piccolo amava il Napoli'

Partita finita già a Inter-Juve di ieri sera? Mentre noi, per la prima volta, di fronte alle avversità ci siamo persi con dei ragazzi che hanno dei grandi valori umani. Dopo l'espulsione ci siamo persi dal punto di vista nervoso. Si sta comunque parlando di ragazzi che hanno dato tutto e a cui dobbiamo tantissimo: bisogna anche accettare che ci sia una giornata come questa. Come si recupera la passione della gente? E' chiaro che vedere che in Inghilterra tutti gli anni vince una squadra diversa, che l'amore verso le squadre è in crescita, fa riflettere.

"Ringrazio i tifosi che ci hanno seguito fin qui e vorrei che anche per loro facessimo una grande partita domenica. Purtroppo non siamo una macchina e possiamo avere contraccolpi emotivi". "Nel corso della stagione siamo stati bravi a gestire le difficoltà, oggi no". Di solito abbiamo il pallino del gioco, oggi invece no e si è persa nella fase difensiva anche per questo. Il resto sarebbe una scusa, oggi non è il momento. "Non avevo dubbi che avrebbero reagito nella maniera giusta", ha concluso Sarri. Dopo l'ottima prova di Torino, gli azzurri non sono riusciti a mantenere il passo con la Juventus, ieri vittoriosa a San Siro. La squadra ha fatto una brutta prestazione. Difficile dirlo, va bene tutto e il contrario di tutto. E' un caso che questo tracollo arrivi dopo un gol nel finale della Juve, come accaduto col gol di Dybala? Oggi, con l'uscita del regista centrale, abbiamo perso sicurezze. La reazione della squadra è stata scomposta. Abbiamo agito come singoli e ci siamo persi come squadra. Con la sconfitta di oggi termina dopo 547 giorni l'imbattibilità esterna degli uomini di Sarri, che cadono al Franchi con una prestazione arrendevole e rinunciataria anche in virtù dell'inferiorità numerica per 80 minuti a causa dell'espulsione di Koulibaly. "Cambiare modulo e giocare in quel modo in dieci è quasi obbligatorio, Jorginho era il meno adatto per il centrocampo a due".

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