Lufthansa vuole Alitalia, ma prima chiede a noi italiani di ristrutturarla

Aerei Alitalia e Lufthansa

Aerei Alitalia e Lufthansa

Secondo quanto riferiscono le agenzie, inoltre, Lufthansa, come alternativa ad Alitalia, punterà a crescere nella controllata Air Dolomiti.

E' Ulrik Svensson, chief financial officer del Gruppo Lufthansa (nella foto) a sottolineare: "L'Italia è un mercato molto importante per noi, il secondo dopo gli Stati Uniti".

E' atteso per oggi l'approdo in Consiglio dei ministri del decreto legge di proroga dei termini per la vendita di Alitalia, l'ex compagnia di bandiera finita in commissariamento. Ma tale ristrutturazione dovrà essere effettuata dagli italiani. Non lo farebbero mai come nuovo azionista. E, comunque, non si prevedono tempi brevi: il concept paper, che non è un'offerta, "dovrà ovviamente essere valutato dalle autorità italiane".

"Con la Ue abbiamo sempre avuto una interlocuzione, peraltro anche quando abbiamo fissato il tasso di interesse del prestito ponte, e continuiamo a gestire, come sempre abbiamo fatto, in coordinamento con la Commissione e in particolare con la commissaria Vestager".

Il cfo di Lufthansa non ha nascosto che, sebbene l'Italia rappresenti per il vettore tedesco un mercato importante, in caso di un fallimento nella trattativa, la compagnia sarebbe già pronta investire altrove magari puntando ad Air Dolomiti. "In campagna elettorale sono state espresse opinioni molto differenti, non c'è generale convergenza. Assolutamente è una cosa su cui ragioneremo".

"È chiaro che adesso bisogna entrare in un fase di negoziazione più stretta che presuppone che ci sia un governo, che su questo abbia possibilità di esprimere il proprio orientamento. Aggiungo che questa non è solo una decisione del governo ma il riflesso di quello che gli investitori richiedono perché dal momento della vendita al trasferimento dell'asset ci vorrebbero sei mesi".

Roma, 26 apr. (AdnKronos) - Rinvio della vendita al 31 ottobre prossimo e del rimborso del prestito ponte al 15 dicembre prossimo. Il periodo in questione si è chiuso con una perdita di 57 milioni di euro dal rosso di 68 milioni dello stesso periodo del 2017 mentre i ricavi sono diminuiti dello 0,7% a 7,64 miliardi di euro.

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